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Archive for the ‘Intermezzi’ Category

Intermezzi di Roberta Roberti

il carnevale della politica italiana

Mi sono domandata spesso negli ultimi anni quali siano i criteri sulla base dei quali vengono scelti i funzionari ministeriali. Mi sono detta che senza dubbio erano loro richieste cieca obbedienza, entusiastica adesione al dettato ministeriale, fedeltà incondizionata… linea di fermezza, insomma.

Tuttavia, dopo la faccenda che ha coinvolto Francesco Mele(*), il mio leader visto che già so che verrò annoverata fra i suoi pericolosi seguaci, devo tuttavia ammettere come mi fosse sfuggito un altro innegabile pregio di tanti dei nostri dirigenti: l’arguzia.

Come Walt Disney in alcuni suoi film animati, qualcuno ci ha voluto mandare un sottile messaggio… sub-liminale.

A parte la linea di fermezza, cioè il bavaglio, tutto il resto è Carnevale!
Avete capito o no che prima o poi qualcuno verrà a dirci che stavano scherzando?
I tagli, la “legge” Gelmini, gli attacchi ai diritti degli studenti e dei docenti, dei genitori e dei cittadini, la distruzione programmata e inesorabile della scuola pubblica statale, le classi che scoppiano, le materie che scompaiono, le ore di sostegno che spariscono, i laboratori che non possono funzionare… erano tutti scherzi!!!!

In effetti, è un mondo alla rovescia quello in cui i docenti lavorano in condizioni sempre peggiori e di più, ma guadagnano circa il 9% in meno e si ritrovano pure congelati gli scatti di anzianità… E NON DICONO NIENTE!!!
In effetti, va tutto all’incontrario se ci dicono che siamo nella società della conoscenza e poi smantellano il sistema educativo della Repubblica e la scuola della Costituzione!
In effetti, che senso avrebbe veder negare il diritto allo studio, il diritto ad una buona scuola, dover pagare per fruire di un diritto costituzionale, vedersi tagliare le ore e i progetti educativi e didattici, E NON DIRE NIENTE?

Sono arrivati persino a sostenere che i tagli servono a migliorare la qualità della scuola pubblica!

Eppure, anche se mi sento sollevata, continuo a credere che a Carnevale ci si dovrebbe divertire un po’ di più.
Questi scherzi non sono stati molto divertenti e sono durati un po’ troppo. Bel gioco, dura poco.

A noi, cari signori funzionari e dirigenti ministeriali, questa sembra più un’interminabile notte di Halloween, con macabre zucche e morti viventi che gridano e sproloquiano, i forbicioni sguainati: tagli, tagli, tagli e grembiulini che svolazzano, lavagne che si illuminano…

Un clima da caccia alle streghe e richieste di abiura… quasi che non ci fosse più alcuna democrazia nella scuola, che si volesse negare la libertà di espressione e di insegnamento, che si volessero esautorare di fatto di ogni potere decisionale i collegi dei docenti e i consigli di istituto…

Un po’ una notte degli orrori, insomma.
Aspetto dunque di svegliarmi insieme agli insegnanti, ai genitori, agli studenti, agli intellettuali, ai cittadini di tutto il Paese, e di uscire da questa macabra festa, di offrire a questi burloni qualche dolcetto, pur di vederli sparire senza fare qualche altro scherzetto.

Svegliamoci!

Dipende solo da noi riprenderci la nostra dignità: tiriamo su la testa e cerchiamo di vedere finalmente l’alba.

Mandiamo gli zombi a dormire.

Note

(*) il docente che ha subito la censura da parte di Limina, il dirigente scolastico della regione Emilia Romagna.

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Intermezzi di Daniela Varetti

Sapevo che quando fosse arrivato questo momento sarebbe stato per me difficile come veder riemergere “dallo specchio un viso morto”.
Sono anni che non scrivo e ricomincio oggi per raccontarvi una storia molto triste… una storia già raccontata nei versi di un poeta inglese del Seicento, John Donne, che recitavano così: «But I do nothing upon myself, and yet I am my own executioner».

È la mia storia, è la storia di un ragazzo di diciotto anni, di una donna di trenta e di tante persone che incontro tutte le mattine mentre vado a lavoro…
Spunto della mia riflessione è una telefonata ricevuta qualche mattina fa da una madre disperata perché il figlio non vuole vivere, di una madre che si interroga sulle ragioni che possano spingere un ragazzo di diciotto anni a danneggiare il proprio cuore per eccessivo uso di stupefacenti e privarsi così della vitalità che dovrebbe essere proprio della sua età…

Sarebbe stupido ridurre tutto ad una riflessione sui mali di questa generazione di “sbandati”; vorrebbe dire negare la nostra adolescenza e tutte le adolescenze precedenti…
L’istinto autodistruttivo non è una caratteristica generazionale, è l’essenza stessa dell’uomo, è il male di vivere che è il rovescio della vita stessa… è la voglia di vivere che deve fare i conti con la nostra inattitudine alla vita… è l’urlo disperato di un amante deluso contro l’oggetto del suo amore, divenuto suo nemico.

E questo dolore immenso, insopportabile spesso si risolve nella disperata ricerca dell’invulnerabilità, dell’insensibilità: una delle più drammatiche avventure della psiche umana che passa spesso attraverso comportamenti deviati.

Ragazze anoressiche, abusi di stupefacenti, tendenze suicide, autolesionismo, ricerca di evasione, dimostrazione di violenza … cosa sono se non questo, se non vani tentativi di raggiungere quell’insensibilità tanto desiderata ma altrettanto utopica? Una fuga dal dolore che provoca altro dolore ed aumenta il senso di colpa catapultandoci in una spirale da cui non è facile uscire, che ci rende estranei a noi stessi, che ci investe con un’armatura che diventa poi la nostra prigione, la nostra protezione, il filtro attraverso cui viviamo e leggiamo la vita stessa … puntiamo l’indice e dimentichiamo noi stessi.

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