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Posts Tagged ‘Giorgio Gaber’

Intermezzo

Che scuola è quella che quando vuoi stimolare gli alunni alla riflessione e spronarli al senso della responsabilità ti chiede di accelerare e di andare avanti più in fretta perché c’è da finire il programma? E non è vero, cara Luisa, che oggi non si può più parlare di programma ma di programmazione! Sulla carta sarà forse così, ma in pratica il macigno del programma pesa sul collo di ogni docente che giorno dopo giorno è costretto a confrontarsi coi tempi della sua corsa (come fanno i velocisti che si allenano sui centesimi di secondo per poter migliorare le proprie prestazioni): quanto più riesce a correre avanti tanto più riesce a tenere lontano da sé quel macigno che rotola impetuoso dalle pendici del monte (sotto il quale giace la vera cultura che rende uomini liberi di affrontare la vita).

Alunni che barattano al mercato un più o un meno al loro voto come se fosse quel numero l’aspirazione massima alla quale tendere nel percorso scolastico! L’umiltà e la coscienza/consapevolezza del proprio lavoro svolto è una cosa che manca loro del tutto; allo stesso modo di un briciolo di dignità.

Descrivere il sonetto [il metro principe della poesia italiana] come una testa a sei piedi corredata di coda ed avere il coraggio (o meglio la sfrontatezza) di contestare la correzione… semplicemente inconcepibile!

Non è questa la scuola che voglio e non ha senso difenderla per uno sfracello più grande! Vogliono distruggerla? Che facciano pure! Da tempo ormai è già alla deriva sotto tutti quei colpi nefandi ricevuti anno dopo anno da Ministri della Pubblica (D)istruzione sempre più illuminati. Ed io dovrei sprecare la mia vita per non lasciare affondare questo relitto (non più barca) che fa acqua da tutte le parti? Signori, la vita è sacra! E tra queste lo è anche la mia!

Ma prima di chiudere il sipario vi lascio di nuovo il già citato (vedi post) monito gaberiano:

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza
.
.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita
.

I nostri padri ci hanno consegnato un mondo peggiore di quello che avevano ricevuto: oggi noi paghiamo il loro egoismo ma non siamo in grado di opporci a coloro che ci governano alla vecchia maniera e che continuano a comportarsi come coloro che ci hanno rovinato il Paese, mangiando quel che c’è da mangiare piuttosto che amministrare la cosa pubblica (è questo il significato di Res Publica, no?) nel nome del popolo (democrazia non significa forse potere al popolo?). Anzi costoro si comportano addirittura peggio dei loro predecessori. E noi cosa facciamo? Restiamo solo a guardare… tanto prima o poi «adda passà ‘a nuttata»!

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Laboratorio di scrittura (testo di Vittuz)

I bambini sono l’immagine dell’innocenza. Io Appena vedo un bambino, la prima cosa che noto sono i [suoi] occhi grandi e lucidi, non ancora segnati dal mondo.
Mentre riflettevo sulla canzone mi è venuta in mente un’immagine:

Un bambino, mentre gioca sulla spiaggia, vede le impronte del padre; è [subito] portato a seguirle, ma le falcate sono troppo grandi e il suo piedino non riempie del tutto il solco.
Il papà intanto è di spalle alcuni passi davanti a lui, non sa che il figlio lo sta seguendo.
Il piccolino aumenta il passo, ma la distanza fra le impronte è sempre troppo grande e i suoi piedi e le sue gambe ancora troppo piccoli… dietro di lui la paletta e il secchiello vengono inghiottiti dal mare.

Non spiegate ai bambini il mondo, sanno già tutto quello che devono sapere e, se vi fanno qualche domanda, spiegate [loro] che è colpa del vento. Raccontategli storie, ma non spiegategli il mondo: non spegnete le loro iridi con il suo buio; non spezzate le loro ali prima ancora che imparino a volare. Non fateli vivere del nostro passato; lasciate che si facciano una [loro] idea (anche [se] stupida) del mondo, basta che non sia quella [precostruita dalla nostra “cultura”].
Arriverà anche per loro il tempo del primo telegiornale quando, per la prima volta, si prenderanno la testa fra le mani e rifletteranno, [quando], ancora per la prima volta, usciranno veramente di casa e si guarderanno intorno… allora sì che rimpiangeranno gli anni delle fate e dei folletti.
Quando tutto ciò accadrà non guardateli negli occhi perché ne rimarrete delusi.

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Laboratorio di scrittura
(testo di Vignus)

In questa canzone (vedi testo e video) l’autore Giorgio Gaber ci vuol far capire che i bambini sono l’unica parte innocente di questo mondo e che non dobbiamo influenzarli con le nostre menti stressate e malate dalla vita quotidiana. È una canzone molto profonda e io concordo in pieno con Gaber. Se non lasciamo fantasticare i bambini, (loro che possono e che non si fanno problemi), quando si affacceranno al mondo reale cosa vedranno? Solamente un mondo spento e triste; un mondo che non ha voglia di essere vissuto e che rimane impassibile, sempre e comunque.

Quindi lasciamoli crescere come vogliono e insegniamogli solo la magia della vita. Dobbiamo essere capaci di insegnargli che il mondo alla fine è bello e va preso nel migliore dei modi, in qualunque situazione ci troviamo. Non dobbiamo influenzarli con i nostri problemi riguardanti la politica, la religione, il lavoro, anzi l’unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. Dobbiamo essere capaci di dare fiducia all’amore e di credere in loro. Insomma, è meglio non insegnare ai bambini perché in fondo, il loro mondo non ha bisogno dei nostri insegnamenti ma necessita solo di fantasia, felicità e libertà.

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Musica

Testo

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza
.
.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita
.
.
Giro giro tondo cambia il mondo.
.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza
.
.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente
.
.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

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