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Posts Tagged ‘Giulio Tremonti’

La Pillola Rossa

 

No alla riforma dei tagli!

 

Si prevede un autunno caldo per la scuola… Diverse sono le soluzioni che bollono in pentola: domani 8 ottobre è previsto lo sciopero orario (che riguarda la prima ora di lezione) proposto dalla CGIL mentre l’ UNICOBAS lo estende all’intera giornata; il 15 ottobre invece lo sciopero è patrocinato dai COBAS… Insomma ancora una volta i sindacati non si accordano tra loro e la prospettiva di uno sciopero unitario resta sempre un miraggio utopico. Ed ecco che i soliti interrogativi si fanno spazio tra i pensieri: queste azioni “disordinate” sono davvero efficaci? Faranno sentire la nostra voce?

O sarebbe piuttosto il caso di mettere in tavola alternative diverse? Una forma di sciopero ad oltranza non siamo proprio capaci di metterla in essere? E in barba agli accordi sindacali che limitano, fino a quasi annullarle, le possibilità di azioni concrete da parte delle categorie scolastiche: qui si tratta di difendere il futuro del nostro Paese!

E se provassimo a bloccare le gite scolastiche? Nonostante sia convinto della loro valenza didattica credo sia opportuno agire in questo settore: solo se si intacca l’economia si riesce a far sentire il peso della nostra voce! Certo si presenta anche l’esigenza di parlare ai tour operator specifici spiegando loro che non vogliamo certo penalizzarli, ma che non abbiamo tante altre alternative efficaci per far sentire la nostra voce – tra le altre cose quest’anno sono stati annullati i già ridicoli compensi aggiuntivi che erano previsti per i docenti accompagnatori. Anzi, siamo più che disposti ad accettare loro suggerimenti in modo da operare non contro di loro ma insieme a loro, per il futuro di tutti.

Conosco già le perplessità di molti di noi: “bloccando le gite penalizziamo i ragazzi” e pensieri simili. Certo, se guardiamo solo al presente non agiamo in loro favore… ma se guardassimo un po’ più in là del nostro naso e quindi anche al futuro potremmo ancora affermare di agire contro i loro interessi? Non mi pare che la riforma sia stata pensata in funzione del miglioramento delle offerte didattiche per i nostri alunni! E stiamo ancora a preoccuparci di questioni morali che in realtà sono solo apparenti?! Sì, sono apparenti perché guardano solo all’immediato presente: metteremmo una pezza a colori oggi, ma domani saremo capaci di metterla ancora una volta?

Bisogna necessariamente rinunciare a qualcosa se si vuole ottenere una risposta concreta!

Vogliamo per caso dimenticare la questione delle classi sovraffollate? Spazi ristretti e alunni sempre più numerosi fino ad oltrepassare i 30 per classe, con gravi conseguenze negative non solo per la didattica ma anche per la mera sicurezza – ricordo che le leggi sulla sicurezza scolastica prevedono un massimo di 25 alunni per classe. Se n’è fatto più nulla? Quali sono i provvedimenti da adottare per far rispettare al ministero le norme della società civile?

E se come collegio docenti proponessimo anche modalità di verifica diverse per queste classi in questione? Mi spiego con un esempio: mediamente il POF (piano dell’offerta formativa delle scuole) prevede (per le materie scritte) tre prove scritte e due orali per ogni quadrimestre; e se votassimo per due verifiche scritte al posto delle tre attuali nelle classi che superano i 25 alunni (prevedendo magari modalità di recupero per coloro che non raggiungono la sufficienza)?

Insomma, le ore settimanali di molte materie sono state decurtate, il numero totale degli alunni per classe è cresciuto… e noi dovremmo continuare a garantire la stessa offerta didattica?!?! Di questo passo finiremo tutti alle stesse condizioni degli schiavi delle piantagioni di cui la storia ci ha dato notizia e i nostri padroni saranno sempre e solo quei pochi rappresentanti di se stessi che però hanno accesso alla stanza dei bottoni.

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La Pillola Rossa

«Mentre la scuola pubblica letteralmente affoga nei tagli imposti dalla riforma Gelmini e dalle manovre economiche di Tremonti, il Governo pensa a potenziare le “istituzioni alternative” deputate alla formazione dei giovani. Se da un lato si continua a rimpinzare di finanziamenti le scuole cattoliche – la sola città di Verona ha appena stanziato 300.000 euro per i suoi istituti paritari – dall’altro una legge a firma congiunta mira ad istituire un fondo per organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani». (dall’articolo Scuola di guerra, offre lo Stato di Mariavittoria Orsolato – la notizia della «legge Balilla» è riportata anche dal Manifesto)

Avete capito bene: per la scuola di guerra ci sono disponibili ben 20 milioni di euro (VENTI MILIONI DI EURO, meglio riscriverlo per avere ben chiare le idee), che tra l’altro sono necessari per i soli tre anni iniziali di sperimentazione, mentre alla scuola pubblica vengono tolti 8 miliardi di euro (OTTO MILIARDI)! Dunque se con 20 milioni si riesce a fare una scuola di reclutamento (in funzione di specchietto per le allodole) per i giovani, tagliando gli 8 miliardi (con tre zeri in più!) si riesce per davvero a distruggere la scuola pubblica! Della serie: per fare la guerra i soldi ci sono, per garantire la formazione scolastica a tutti i cittadini NO!

Accanto all’aumento dei finanziamenti alle scuole private va menzionato anche l’aumento (ingiustificato) degli insegnanti di religione. «Per la scuola italiana travolta dai tagli, l’unico segno più è per gli insegnanti di Religione»; così Salvo Intravaia comincia il suo articolo su Repubblica (In un anno 4% di insegnanti in meno / ma i prof di religione sono ancora in crescita), che si rifà all’annuale dossier del Ministero dell’Istruzione dal titolo “La scuola statale – sintesi dei dati, anno scolastico 2009/2010”. Questo perché per questa materia è vietato accorpare gli studenti di più classi (cosa prevista invece per gli insegnamenti curricolari). E pensare che la posizione dei prof di religione infrange l’articolo 33 della nostra Costituzione: «l’ arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento», in quanto la loro idoneità e l’eventuale revoca sono nelle mani dei vescovi. Per chiarire questo passaggio riporto l’esempio citato da Maria Francesca Gulotta, prof del liceo artistico di Brera (Milano): «di fronte alle attestazioni evangeliche secondo cui Gesù aveva quattro fratelli e alcune sorelle (Mc 6,3), il prof di religione può, in buona e formata coscienza, farsi persuaso che si tratti di veri e propri fratelli e sorelle, ma non potrà mai insegnarlo, pena la revoca dall’insegnamento per difformità dalla dottrina cattolica» (tratto da L’inutile aumento dei prof di religione).

Ma riflettiamoci un attimo: è un regalo incondizionato che il nostro governo fa al Vaticano? Ne dubito. Ricordate i piani nucleari paventati come valida alternativa energetica nel nostro Paese? E ricordate la contrarietà dell’opinione pubblica alle centrali da costruire nella nostra terra? Bene, hanno trovato una soluzione: è stato coniato un undicesimo comandamento (in realtà il decimo se si tiene conto della cancellazione del secondo; per approfondire la questione vedi l’articolo Il crocifisso italiano: facciamo chiarezza): «il nucleare è cosa buona e giusta». Ecco come la Chiesa per bocca del pontefice Benedetto XVI si sdebita dei favori ricevuti dal governo italiano!

La benedizione atomica sarebbe stata diffusa per mezzo di un opuscolo di «quarantasette pagine di omelia incondizionata a favore dell’energia dell’atomo, confezionate dalla MAB.q – agenzia che cura la comunicazione dell’Enel – e distribuite urbi et orbi in allegato con i periodici ufficiali di diverse diocesi italiane, da Oristano a Trento, da Agrigento a Padova» (da «Benedetto nucleare» Spot atomico dalle diocesi). Inoltre «singolare, e chissà quanto casuale, è poi notare che nella geografia scomposta della distribuzione del libretto compaiano alcuni fra i territori più accreditati per l’installazione delle centrali come Oristano, che si candida a ospitare un impianto nella piana di Cirras, e Agrigento, dove designato sarebbe il centro di Palma di Montechiaro. Qui, semmai dovessero sorgere, i reattori saranno avviati con tanto di aspersione dell’acqua santa».
Dunque, come riflette don Franco Barbero (vedi articolo), «presto avremo certamente un santo protettore delle centrali nucleari e una vergine santissima nuclearizzata».

Ma lo scambio di “favori” finisce qui? Beh, direi proprio di no! E l’emendamento 1.707 firmato da Pdl-Lega come vogliamo definirlo? Si tratta di un emendamento infilato nel disegno di legge sulle intercettazioni che annulla l’obbligo dell’arresto per “violenza sessuale di lieve entità” nei confronti di minori! (Notizia ANSA). Nello stesso ddl si esplicita anche una norma relativa al clero: «Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la diocesi; se l’intercettato è un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana» (notizia ANSA). Tutta la questione relativa ai preti pedofili vi ricorda qualcosa?

E fu così che maggioranza e chiesa cattolica continuarono indisturbate la loro collaborazione…

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La Pillola Rossa

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La riforma Gelmini incombe sulla scuola pubblica italiana. Questo è il triste dato che ci accompagna non solo verso la fine dell’anno scolastico ma addirittura verso una fine definitiva della scuola stessa in quanto organismo pubblico.
Noi non ci stiamo e vogliamo che tutti possano conoscere questa situazione a dir poco catastrofica.
Ecco, prendete nota di questo appuntamento: domenica 30 maggio 2010 alle ore 17.30 presso il cortile della Biblioteca Loria di Carpi si terrà una pièce teatrale in cui studenti e docenti rappresenteranno con un pizzico di ironia la difficile realtà che vivono quotidianamente nella scuola. Ma se la situazione è di per sé difficile, con l’applicazione della Riforma Gelmini, è solo destinata a peggiorare.
La manifestazione è organizzata dal coordinamento Buona Scuola Carpi – Scuole Superiori contro la Riforma Gelmini con la partecipazione di docenti e studenti degli istituti locali. Resta forte il desiderio di condividere le speranze e le idee per un futuro migliore e per una scuola di tutti.

Non restiamo inermi: agiamo tutti insieme!

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La Pillola Rossa

Il NO alla riforma Gelmini resta fermo: genitori, alunni e insegnanti continuano a manifestare il loro dissenso!
A Bologna mamme e ragazzi anti-Gelmini “impacchettano” porta Saragozza (vedi articolo su Repubblica.it).
A Carpi (MO) diverse scuole espongono striscioni anti-riforma (vedi le seguenti foto).

al Da Vinci

al Meucci

II al Meucci

al Vallauri

al Fanti

Ma la domanda da porsi resta sempre la stessa: siamo davvero tutti concordi su questa linea? Provate a chiederlo ai ragazzi di quinta:

«Sareste disposti a rinviare, anche solo di un paio di giorni, i vostri esami di maturità per garantire ai ragazzi delle future prime i vostri stessi diritti e le vostre stesse opportunità?»

«Prof, ma chi se ne frega di loro: ci penseranno l’anno prossimo a scioperare. Noi abbiamo altri impegni per l’estate: dobbiamo andare in vacanza!»

Mi sembra giusto, è un motivo più che valido per lasciare che gli altri decidano al nostro posto: le vacanze individuali sono più importanti di un futuro collettivo!
Ed è questo il motivo per il quale in Italia le dittature attecchiscono sempre: qui ognuno pensa solo ed esclusivamente ai “fatti” suoi! E resta inconsapevole che le conseguenze delle scelte collettive prima o poi ricadono sempre su tutti.
Ancora una volta il buon Albert Einstein resta inascoltato:

«Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare».

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La pillola Rossa

Il desiderio di informazione espresso dai genitori durante la riunione alla Sala Congressi di via Peruzzi (vedi Vogliamo una scuola col segno più!) continua ad essere vivo: lunedì 3 maggio presso l’aula video del Vallauri di Carpi è previsto un nuovo incontro sulle questioni relative alla nostra scuola e alla imminente riforma dei tagli!
Come sempre siete tutti invitati: partecipate e diffondete la notizia, chiunque sarà il benvenuto! E il nostro motto continua ad essere lo stesso: coinvolgere e informare! Siamo i capitani di questa zattera alla deriva, non abbandoniamola!

Qui vi presento un video emozionale che, proponendo una sintesi della manifestazione svoltasi a Modena lo scorso sabato 24 aprile, funge da invito-presentazione del prossimo incontro. Che ve ne pare?

Anche a noi piace insegnare, ma non nelle barbare condizioni alle quali ci obbligate!
Lasciateci lavorare nel migliore dei modi: la scuola va migliorata, non distrutta!
Già nelle condizioni attuali non si è messi per niente bene: non vi stiamo dicendo che la scuola così com’è ci piaccia, ma di certo non la vorremmo peggiore!
Sembra invece che siate riusciti ad andare ben oltre qualunque più pessimistica previsione: come a dire che al peggio non c’è mai limite!
Eppure dovreste garantire il bene collettivo della Repubblica intera, così come è richiesto dalla nostra Costituzione, sulla quale avete prestato solenne giuramento!

Le generazioni che frequentano la scuola sono il futuro del nostro Paese, bisogna difenderle dalle mere speculazioni economiche del momento! Bisogna garantire loro un futuro nel quale sarà ancora possibile la speranza di un mondo migliore!

«I nostri alunni non sono dei bulli semi-delinquenti incapaci di affrontare la geometria posteuclidea come vogliono far credere all’opinione pubblica. I nostri ragazzi sono persone in gamba, meravigliosi anche quando devono affrontare il degrado di una società che, per garantire il privilegio privato di pochi, non ha esitato a depauperare per anni il capitale pubblico».
(estratto dal commento di Emma, visibile a questo link).

Non abbandoniamo i nostri ragazzi! Guardiamoli negli occhi con l’animo puro di chi ha fatto di tutto per non ingannarli.

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La Pillola Rossa

L’incontro annunciato nel post precedente (vedi) si è regolarmente svolto nella sala Congressi di Carpi. La partecipazione è stata numerosa: tanti i docenti, tanti gli studenti, tanti i loro genitori. Come potete vedere dalle foto la sala era piena!

Si è discusso come da programma della riforma della scuola prevista dall’accoppiata GelminiTremonti (di cui vi illustrerò i dettagli in uno dei prossimi articoli); ma al di là di questo, la cosa principale da mettere davanti agli occhi di tutti è stato il desiderio di informazione venuto fuori dalla componente genitori che ancora non conosce né il disegno di riforma (vi ricordo che non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – e siamo oramai quasi a maggio!) né le conseguenze che tale riforma avrà sui loro figli.

Il quadro emerso è quanto mai inquietante; altro che scuola dei “più”, la riforma costringe ad una lunga serie di segni negativi: meno ore nelle varie discipline; meno attività di laboratorio; meno possibilità formative; meno materiale didattico a disposizione degli alunni; meno sicurezza nelle aule; meno, meno, meno…
Fortuna che tutto questo elenco di meno sia comunque bilanciato da due elementi significativi: più alunni per classe, da 27 a 33 (con buona pace delle norme di sicurezza degli edifici scolastici!) e più ignoranza per le future generazioni di alunni!

Insomma, secondo la riforma, l’istruzione non sarà più un diritto ma un servizio a pagamento! È il nostro contributo al risanamento del deficit dello Stato.

La situazione è drammatica, il degrado imminente: ma noi cosa possiamo fare?
Innanzitutto bisogna essere uniti, tutti: insegnanti, alunni e genitori. E per farlo il ruolo principale spetta a noi insegnanti: coinvolgere e informare sia il nostro motto! È questo quel che i genitori hanno chiesto: operatività. Passiamo ai fatti: paralizziamo il Paese tutti insieme, la scuola è di tutti! Qui non si tratta di difendere il nostro lavoro: si tratta di garantire un futuro al nostro Paese, ai nostri figli; bisogna garantire la speranza di una vita migliore!

Prendiamo parte alla manifestazione di oggi pomeriggio: piazza Matteotti ci aspetta!

Per ulteriori informazioni e dettagli clicca qui.

Se la nave sta affondando, non restiamo a guardare: remiamo per salvarla!

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