Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Google’

Intermezzo

(clicca sull’immagine per ingrandire)

Ebbene sì, siamo al terzo mese di attività… il tempo passa anche per un bolg!

Non siamo a fine anno, ma un mini-bilancio possiamo senz’altro farlo. Certo, il post può apparire autocelebrativo (e in parte lo è), ma voglio condividere con voi tutti che mi seguite un po’ di numeri che testimoniano il buon lavoro svolto finora.

In questi tre mesi (l’annuncio della sua nascita è stato dato il 15 gennaio di quest’anno) il blog ha ricevuto:
4000 visite (beh, ci siamo quasi, manca giusto qualche click)
80 commenti
43 link in entrata da altri siti e spazi web (ovviamente Facebook escluso)
E, secondo il rank di Alexa.com, Una Finestra sul Web 2.0 si colloca al 1.100.000° posto nel mondo e al 17.300° posto in Italia! (Ecco qui il link che vi permette di verificare direttamente questi dati). Anche il PageRank di Google gli ha assegnato un punto su dieci!

Sicuramente vi starete chiedendo 1.100.000°… ma su quanti siti?
Esistono delle statistiche ufficiali (in inglese) fornite da NETCRAFT, aggiornate a marzo 2010, che rivelano il numero totale dei siti nel mondo: 206.675.938, di cui quelli attivi sono circa 80 milioni! (ecco la fonte)

Niente male, no?
E allora non ci resta che partecipare: intervenite e commentate, sarete tutti i benvenuti! Il successo del blog dipende soprattutto da voi!

NOTA:

La Alexa Internet Inc. è un’azienda statunitense sussidiaria di Amazon.com che si occupa di statistiche sul traffico di Internet. A questo link trovate la Alexa Toolbar che, una volta installata sul vostro browser (come ad esempio Mozilla Firefox o Internet Explorer) vi permette di monitorare senza fatica alcuna il posizionamento dei siti che visitate.

Read Full Post »

La Pillola Rossa
la sceltaL’Italia è ancora un Paese libero?

La sentenza di condanna ai dirigenti Google emessa dal tribunale di Milano è senza precedenti a livello internazionale: l’Italia si presenta al Mondo intero come il Paese precursore per violazione del diritto di libertà del Web!

Il verdetto pronunciato dal giudice Oscar Magi condanna a sei mesi di reclusione con la condizionale tre manager di Mountain View per non aver impedito la pubblicazione su Google video di un filmato che mostrava un minore torinese affetto da sindrome di Down maltrattato da alcuni suoi coetanei (fatto avvenuto nel 2006).
La notizia fa accendere nuovamente i riflettori sul nostro Paese: le maggiori testate internazionali diffondono la notizia “a piena voce”, destando ovunque scalpore e preoccupazione! Eccone solo alcuni esempi: BBC News, Time, Le Figaro,Le Parisien. La troviamo anche in Italia: Il Sole24ore, la Repubblica, Neapolis (Rai.tv), ADNkronos.

«Gli abusi non sono una scusa per violare il diritto a un Internet libero», afferma senza mezze misure l’ambasciatore americano a Roma David Thorne nel commentare l’operato del tribunale.

Vorrei ricordare che attualmente su Google video (come su Youtube) chiunque può pubblicare liberamente un video senza dover passare attraverso alcuna approvazione. Cosa c’entrano dunque i gestori del servizio se un utente ne ha violato il regolamento? Seguendo questa linea d’ora in poi anche i dirigenti delle case automobilistiche saranno passibili di condanne penali nel caso un uomo dovesse essere sorpreso a guidare in stato di ebbrezza un’auto della loro azienda. Con quale motivazione? Semplice, non hanno impedito l’uso illegittimo dell’auto da parte di un proprio cliente!

Puniamo dunque chi commette il reato non chi mette a disposizione degli utenti un servizio o un prodotto!
Altrimenti non potremmo non porci il seguente interrogativo: dopo una sentenza simile sarà ancora possibile la libertà di pubblicazione di materiale sul web? Che effetto avrà sul futuro della rete?

Insomma spero continuamente di essere smentito, invece la realtà dei fatti conferma sempre di più i miei timori… Provate ora a convincermi che il nostro sia ancora un Paese libero!

Leggi anche:

La guerra di Google
Internet: l’Italia controcorrente
Legalità del web e Decreto Romani: nuove liste di proscrizione?
Difendiamo l’articolo 21

L’Italia è ancora un Paese libero?

La sentenza di condanna ai dirigenti Google emessa dal tribunale di Milano è senza precedenti a livello internazionale: l’Italia si presenta al Mondo intero come il Paese precursore per violazione del diritto di libertà del Web!

Il verdetto pronunciato dal giudice Oscar Magi condanna a sei mesi di reclusione con la condizionale tre dirigenti di Mountain View per non aver impedito la pubblicazione su Google video di un filmato che mostrava un minore torinese affetto da sindrome di Down fatto oggetto di scherno da parte di alcuni suoi coetanei (fatto avvenuto nel 2006).
La notizia è apparsa sulla maggior parte delle testate internazionali destando ovunque scalpore e preoccupazione. Eccone solo alcune: (nel mondo) BBC News

Read Full Post »

«Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora». Così cantava Fabrizio De Andrè nella sua canzone, La guerra di Piero.

Travisando volutamente le intenzioni del testo di De Andrè (di una chiara riflessione contro la guerra), usiamo questo incitamento per sostenere Google in coro. Ma la nostra è una guerra pacifica: è la guerra dell’informazione; della libera informazione.

Insomma, siamo alla Google war! È così che qualche giorno fa Vittorio Zambardino titolava il suo articolo sul blog di la Repubblica.

Cosa sia mai successo? Ebbene, Google ha minacciato di abbandonare la Cina dopo aver subito attacchi sempre più frequenti da parte di hacker cinesi che, secondo Federico Rampini, si sospetta siano al servizio della censura di Stato (vedi l’articolo su la Repubblica).

Di fronte a questi fatti Google non è stata a guardare ed ha eliminato dalla sua piattaforma ogni tipo di software dedicato alle attività di “filtraggio”, cioè di censura dei contenuti nei risultati delle ricerche, così come era stabilito dai precedenti accordi col governo cinese. E, per la prima volta nella storia, ora il Dalai Lama è visibile anche sulle pagine di ricerca di Google Cina.

È indubbio che dietro questa mossa si nascondano interessi di marketing. Ma si tratta anche di un’operazione politico-culturale in pieno stile: appoggiata dalla Casa Bianca, Google sta parlando al mondo intero, Europa compresa e in modo particolare, «guarda caso, all’Italia e alla Francia, dove legislatore e azioni giudiziarie stanno mettendo a serio rischio l’operatività di Google come piattaforma di libera espressione dei cittadini. È il problema del quadro della politica e delle leggi che entrano in conflitto diretto con l’industria digitale per difendere interessi “nazionali”». Anche il Guardian ne parla con un articolo di Rebecca MacKinnon.

E se Google dà avvisaglie di malcontento, qualche imposizione (o tentativo di imposizione) da parte del nostro governo (e di quello francese) senz’altro l’avrà subita. Signori, corriamo seriamente il rischio di veder ripristinata la “cara” e vecchia censura!

«E mentre il grano ti stava a sentire

dentro alle mani stringevi un fucile

dentro alla bocca stringevi parole

troppo gelate per sciogliersi al sole».

C’era una volta… la scuola »

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: