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La Pillola Rossa
la sceltaL’Italia è ancora un Paese libero?

La sentenza di condanna ai dirigenti Google emessa dal tribunale di Milano è senza precedenti a livello internazionale: l’Italia si presenta al Mondo intero come il Paese precursore per violazione del diritto di libertà del Web!

Il verdetto pronunciato dal giudice Oscar Magi condanna a sei mesi di reclusione con la condizionale tre manager di Mountain View per non aver impedito la pubblicazione su Google video di un filmato che mostrava un minore torinese affetto da sindrome di Down maltrattato da alcuni suoi coetanei (fatto avvenuto nel 2006).
La notizia fa accendere nuovamente i riflettori sul nostro Paese: le maggiori testate internazionali diffondono la notizia “a piena voce”, destando ovunque scalpore e preoccupazione! Eccone solo alcuni esempi: BBC News, Time, Le Figaro,Le Parisien. La troviamo anche in Italia: Il Sole24ore, la Repubblica, Neapolis (Rai.tv), ADNkronos.

«Gli abusi non sono una scusa per violare il diritto a un Internet libero», afferma senza mezze misure l’ambasciatore americano a Roma David Thorne nel commentare l’operato del tribunale.

Vorrei ricordare che attualmente su Google video (come su Youtube) chiunque può pubblicare liberamente un video senza dover passare attraverso alcuna approvazione. Cosa c’entrano dunque i gestori del servizio se un utente ne ha violato il regolamento? Seguendo questa linea d’ora in poi anche i dirigenti delle case automobilistiche saranno passibili di condanne penali nel caso un uomo dovesse essere sorpreso a guidare in stato di ebbrezza un’auto della loro azienda. Con quale motivazione? Semplice, non hanno impedito l’uso illegittimo dell’auto da parte di un proprio cliente!

Puniamo dunque chi commette il reato non chi mette a disposizione degli utenti un servizio o un prodotto!
Altrimenti non potremmo non porci il seguente interrogativo: dopo una sentenza simile sarà ancora possibile la libertà di pubblicazione di materiale sul web? Che effetto avrà sul futuro della rete?

Insomma spero continuamente di essere smentito, invece la realtà dei fatti conferma sempre di più i miei timori… Provate ora a convincermi che il nostro sia ancora un Paese libero!

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L’Italia è ancora un Paese libero?

La sentenza di condanna ai dirigenti Google emessa dal tribunale di Milano è senza precedenti a livello internazionale: l’Italia si presenta al Mondo intero come il Paese precursore per violazione del diritto di libertà del Web!

Il verdetto pronunciato dal giudice Oscar Magi condanna a sei mesi di reclusione con la condizionale tre dirigenti di Mountain View per non aver impedito la pubblicazione su Google video di un filmato che mostrava un minore torinese affetto da sindrome di Down fatto oggetto di scherno da parte di alcuni suoi coetanei (fatto avvenuto nel 2006).
La notizia è apparsa sulla maggior parte delle testate internazionali destando ovunque scalpore e preoccupazione. Eccone solo alcune: (nel mondo) BBC News

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Nonostante la clamorosa marcia indietro fatta apportando delle opportune modifiche al testo [vedi], il Decreto Romani (che avrebbe istituito un “filtro” di controllo sull’uso di Internet in Italia [vedi]) continua a suscitare perplessità.

Se per ora il pericolo sembra scampato, non si può certo star tranquilli per il futuro. Infatti, stando a quanto afferma Zambardino sul blog di Repubblica.it, il decreto Romani parlerebbe di «siti pericolosi contenuti in un elenco».

La questione a questo punto è la seguente: «Chi decide della liceità di una forma di espressione?» E dunque quale organismo stilerà tale lista?

Chi?

E soprattutto perché delegare ad organismi speciali il controllo sul web? Perché, secondo i “nostri rappresentanti”, non bastano le leggi ordinarie per la sua gestione? Si tratta forse di un altro pianeta-stato abitato da extra-terrestri?

Facciamo attenzione: si parla di liste di siti pericolosi… Ma non è che si vogliono rimettere in piedi le famose liste di proscrizione emanate da Silla ai tempi dell’antica Roma?

Parentesi storica.
Chi era Silla? Un aristocratico romano che, in piena repubblica, si fece assegnare a tempo indeterminato la carica di dittatore per la riforma dello Stato.
La sua prima preoccupazione? Liberarsi degli avversari politici attraverso l’istituzione delle cosiddette liste di proscrizione, elenchi pubblici di nemici dello Stato che chiunque poteva tranquillamente uccidere (ricevendo addirittura una ricompensa).
Fine della parentesi storica…

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In questo clima attuale (in Italia) molti temono un ritorno serrato della censura (se non addirittura delle persecuzioni fisiche) e forse non hanno tutti i torti; chissà?

Ma rispetto al passato non abbiamo solo i media tradizionali facilmente oscurabili: abbiamo tra le mani altri canali di comunicazione che sono dei mezzi fenomenali, dal potere “illimitato”. Signori, noi disponiamo di una piattaforma eccezionale: il web. In tutte le sue sfumature, dal blog al social network, è un medium fin troppo democratico… forse l’unico degno di questo nome!

In questo “non-luogo” la comunicazione avviene, per la prima volta nella storia, dal basso: chiunque abbia accesso alla rete può dire la sua! E questa è una rivoluzione di un’importanza smisurata: dobbiamo soltanto prenderne coscienza! Per fermarci potranno solo toglierci l’accesso alla rete stessa (non è proprio un mero caso che in questi ultimi anni ci sia stato un rallentamento nella diffusione della banda larga sul territorio nazionale); ma non è una cosa così semplice da attuare… ragion per cui ci basterà non subire supinamente tutto ciò che ci verrà propinato dall’alto. Signori, la comunicazione è nostra, non più di una piccola élite che vuole schiavizzarci!

Anche noi italiani siamo uomini con una dignità: dimostriamolo! Semplicemente dimostriamo di essere uomini! Rimettiamo in piazza il nostro spirito ribelle: ne siamo capaci, e la storia ce lo insegna. Basta con questa mentalità del “tirare a campare”, è ora di dar vita ad un nuovo Risorgimento! Riprendiamoci il nostro ruolo di informare le masse: diamo l’esempio! La gente è stanca di (falsi) maestri: abbiamo il coraggio di essere testimoni! Abbiamo il coraggio della verità, ad ogni costo. Soprattutto ora che rischiamo un’emergenza democratica. E non lasciamoci distrarre da false ideologie politiche: oggi in Italia non esiste né una Destra, né una Sinistra; anzi, non esiste la men che minima coscienza politica. Essere comunisti, socialisti, fascisti era un sogno di cui si sono illusi i giovani del passato… non rifacciamo lo stesso errore. Abbandoniamo ogni ideologia utopica e chiediamo semplicemente il rispetto umano; chiediamo che il nostro potere torni nelle nostre mani: questa è democrazia.

Basta! Non affidiamoci più a questa massa di corrotti che travestiti da politici stanno rovinando il nostro Paese e la nostra vita in toto. Lasciamo risorgere il nostro spirito di combattenti: mandiamoli a casa tutti quanti: rivogliamo la nostra Italia, rivogliamo la nostra vita!

Riflettiamoci bene: con tutti i mezzi di comunicazione di cui disponiamo oggi non riusciamo ad intavolare proprio nulla? Una rivoluzione dal nostro piccolo è ciò di cui abbiamo bisogno.

Non chiedetemi la pillola magica, non chiedetemi la soluzione definitiva, non ho queste risposte; ma se persone come Gandhi, come Martin Luther King da sole hanno rivoluzionato il mondo… beh, anche noi possiamo cercare un modo per risorgere dal nostro torpore: questo sia il nostro impegno!

«Parole e idee possono cambiare il mondo» (da L’attimo fuggente): iniziamo dunque a diffondere un nuovo modo di pensare. La comunicazione è la fonte più grande di potere e il web è nostro alleato: non lasciamoci sfuggire un’occasione simile!

Il sangue degli italiani ha dappertutto lo stesso colore? »

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