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Posts Tagged ‘Musica’

Come musica

come musica - pianoforte alla luna

So che è successo già
che altri già si amarono
non è una novità
ma questo nostro amore è
come musica
che non potrà finire mai
che non potrà finire mai
mai mai

(Jovanotti)

Temporale

temporale_elettricità_fulmni

Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede
la mente non può sapere quello che il cuore sa
l’orecchio non può sentire quello che il cuore sente
le mani non sanno dare quello che il cuore dà.
C’è un temporale in arrivo
c’è un temporale in arrivo senti l’elettricità
c’è un temporale in arrivo sulla mia città
porta novità porta novità

[…]

Mi son trovato memorie che non sono mie
ho un solo nome ma almeno cento identità
è naturale preferire le belle bugie
alla durezza di ghiaccio di certe verità
viviamo comodi dentro alle nostre virgolette
ma il mondo è molto più grande più grande di così
se uno ha imparato a contare fino a sette
vuol mica dire che l’otto non possa esserci
senti l’elettricità senti l’elettricità
c’è un temporale in arrivo
porta novità porta novità!

(Jovanotti)

Dal fuoco rinasceremo a nuova vita

phoenix - fenice

Come la fenice rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte, così l’uomo può rinascere a nuova vita dalla cenere del suo corpo.

Era  – Divano

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Le tasche piene di sassi, Lorenzo Jovanotti – testo

– Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini

– Pink Floyd, Wish You Were Here… 35 anni dopo

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Musica – Poesia

Le tasche piene di sassi

Volano le libellule
sopra gli stagni e le pozzanghere in città;
sembra che se ne freghino
della ricchezza che ora viene e dopo va
;
prendimi non mi concedere
nessuna replica alle tue fatalità;
eccomi son tutto un fremito, ehi…

Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà;
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà;
non si sa come si creano
costellazioni di galassie e di energia;
giocano a dadi gli uomini;
resta sul tavolo un avanzo di magia
.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi
.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola;
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te
.

Sbocciano i fiori sbocciano
e danno tutto quel che hanno in libertà
donano non si interessano
di ricompense e tutto quello che verrà
;
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l’allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho un mantello fatto di stracci.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito;
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo,
vienimi a prendere
mi vien da piangere;
mi riconosci ho le scarpe piene di sassi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

(Lorenzo Jovanotti Cherubini, Ora, 2011)

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– Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini

– Pink Floyd, Wish You Were Here… 35 anni dopo

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Intermezzo – Poesia

mare conosci te stesso

 

E subito riprende
il viaggio
come
dopo
il naufragio
un superstite
lupo di mare
(Ungaretti)

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza

[…]
ma misi me per l’alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.
(Dante)

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno
(Foscolo)

e il naufragar m’è dolce in questo mare.
(Leopardi)

Spesso il viaggio della conoscenza si compie via mare: l’acqua è fonte di vita; solo la nave (l’anima) che ne solca le onde potrà giungere alla conoscenza della vita stessa perché ogni viaggio è prima di tutto un viaggio interiore.

D’altronde già gli antichi avevano scoperto la chiave per poter accedere al tutto:

Conosci te stesso e avrai la conoscenza di tutte le cose.
(Oracolo di Delfi)

Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nei cieli», allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: «Ecco è nel mare», allora i pesci del mare vi precederanno. Il Regno è invece dentro di voi e fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, allora sarete conosciuti e capirete che siete figli del Padre, il Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella povertà e sarete voi stessi la povertà.
(Gesù)

Al ritmo del cuore segui la tua musica: solo così ascolterai note divine!

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Lo scacciasogni

Riflessioni affrante di un insegnante forse già ex

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Laboratorio di scrittura
(testo di Davva)

Come si fa a scegliere tra milioni e milioni di canzoni quella che più ci piace, quella che più ci appassiona o che ci ricorda i momenti più belli? Beh, io prima di scrivere questo tema ero indecisa tra molte canzoni; poi ho trovato la soluzione! Eh si, caro prof, le parlerò di una canzone che mi ha suonato un ragazzo a un campo con gli scout (perché io faccio gli scout, nonostante la gente comune ci reputi bambini vestiti tutti uguali!). La canzone di cui parlo è Dammit dei Blink 182. Questa canzone non mi piace per il significato del testo ma per il ritmo molto sostenuto. La canzone tratta di un ragazzo che parla alla sua ex fidanzata: non è il mio caso, anzi! Ma una frase che non ha riferimenti espliciti alla canzone [per me significativa] è «it’s alright to tell me what you think about me», cioè «è ora di dirmi cosa pensi di me»…
Lui stava suonando la chitarra con molta eleganza quando mi sono accorta che non cantava nessuna delle canzoni che suonava; subito gli ho chiesto cosa c’era di male nel cantare e lui mi ha risposto con un semplice «non mi va». Mi è caduto il mondo addosso! Io volevo che mi cantasse qualcosa solo per me in modo da farmi capire qualcosa in più. No invece, a lui non andava! Cosa potevo fare? L’illuminazione al momento giusto: sapevo che sarebbe andato a un concerto dei Blink 182. Quale occasione migliore da cogliere al volo? «Scusa ma visto che vai al concerto dei Blink 182 perché non suoni qualcosa?» e vedo che con un sorriso inizia ad arpeggiare note per me sconosciute su quella chitarra dai colori verdastri. Sento le prime note della [Ma poi riconosco la] canzone: Dammit! Sorrido: è davvero bravo, mi sembra di ascoltarla dall’Ipod. Ecco però che di nuovo non canta; cosa c’è di male – mi domando? [chiedo]. Un’unica soluzione: canto io! Non rida prof, era un momento bellissimo per me e non me ne fregava niente di stonare o sbagliare la pronuncia di qualche parola inglese, l’impostante era cantare con lui! E così inizio molto timidamente a cantare le prime parole di quella canzone. Forse lui non se l’aspettava, ma appena mi sentì cantare sorrise! Eh sì, ce l’avevo fatta!

Da un lato vorrei anche ringraziarla: non mi è mai capitato di scrivere perché mi piace piaccia una canzone; anzi [anche se] appena ci ha dato la consegna ho pensato «ecco uno dei soliti testi, scriverò le solite cose…» invece penso di aver scavato più a fondo di quanto faccio solitamente!

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Giorgio Gaber – Non insegnate ai bambini

Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini: riflessione

Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini: 2° testo di riflessione

Al posto di Cyrano avresti rivelato il tuo amore per Rossana o l’avresti taciuto?

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Laboratorio di scrittura (testo di Vittuz)

I bambini sono l’immagine dell’innocenza. Io Appena vedo un bambino, la prima cosa che noto sono i [suoi] occhi grandi e lucidi, non ancora segnati dal mondo.
Mentre riflettevo sulla canzone mi è venuta in mente un’immagine:

Un bambino, mentre gioca sulla spiaggia, vede le impronte del padre; è [subito] portato a seguirle, ma le falcate sono troppo grandi e il suo piedino non riempie del tutto il solco.
Il papà intanto è di spalle alcuni passi davanti a lui, non sa che il figlio lo sta seguendo.
Il piccolino aumenta il passo, ma la distanza fra le impronte è sempre troppo grande e i suoi piedi e le sue gambe ancora troppo piccoli… dietro di lui la paletta e il secchiello vengono inghiottiti dal mare.

Non spiegate ai bambini il mondo, sanno già tutto quello che devono sapere e, se vi fanno qualche domanda, spiegate [loro] che è colpa del vento. Raccontategli storie, ma non spiegategli il mondo: non spegnete le loro iridi con il suo buio; non spezzate le loro ali prima ancora che imparino a volare. Non fateli vivere del nostro passato; lasciate che si facciano una [loro] idea (anche [se] stupida) del mondo, basta che non sia quella [precostruita dalla nostra “cultura”].
Arriverà anche per loro il tempo del primo telegiornale quando, per la prima volta, si prenderanno la testa fra le mani e rifletteranno, [quando], ancora per la prima volta, usciranno veramente di casa e si guarderanno intorno… allora sì che rimpiangeranno gli anni delle fate e dei folletti.
Quando tutto ciò accadrà non guardateli negli occhi perché ne rimarrete delusi.

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Giorgio Gaber – Non insegnate ai bambini

Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini: riflessione

Al posto di Cyrano avresti rivelato il tuo amore per Rossana o l’avresti taciuto?

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Laboratorio di scrittura
(testo di Vignus)

In questa canzone (vedi testo e video) l’autore Giorgio Gaber ci vuol far capire che i bambini sono l’unica parte innocente di questo mondo e che non dobbiamo influenzarli con le nostre menti stressate e malate dalla vita quotidiana. È una canzone molto profonda e io concordo in pieno con Gaber. Se non lasciamo fantasticare i bambini, (loro che possono e che non si fanno problemi), quando si affacceranno al mondo reale cosa vedranno? Solamente un mondo spento e triste; un mondo che non ha voglia di essere vissuto e che rimane impassibile, sempre e comunque.

Quindi lasciamoli crescere come vogliono e insegniamogli solo la magia della vita. Dobbiamo essere capaci di insegnargli che il mondo alla fine è bello e va preso nel migliore dei modi, in qualunque situazione ci troviamo. Non dobbiamo influenzarli con i nostri problemi riguardanti la politica, la religione, il lavoro, anzi l’unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. Dobbiamo essere capaci di dare fiducia all’amore e di credere in loro. Insomma, è meglio non insegnare ai bambini perché in fondo, il loro mondo non ha bisogno dei nostri insegnamenti ma necessita solo di fantasia, felicità e libertà.

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Musica

Testo

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza
.
.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita
.
.
Giro giro tondo cambia il mondo.
.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza
.
.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente
.
.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

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Charles Baudelaire – L’albatros

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