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La Pillola Rossa

Questo post è completamente dedicato ai dati numerici che vengono fuori da un’analisi concreta della situazione relativa alle ore di lingua nei vari istituti superiori. L’indagine è stata condotta prendendo come riferimento i quattro istituti del territorio carpigiano (MO) ma è significativa ed esemplificativa anche per avere un’idea chiara di quanto sia successo a livello nazionale dal momento che la riforma scolastica (cosiddetta Gelmini) si applica a tutte le scuole della Repubblica italiana. I dati sono verificabili da chiunque e l’indagine è estensibile a qualunque scuola del territorio: basta munirsi di pazienza e buona volontà procedendo alla comparazione dei dati pubblicati sul POF (piano dell’offerta formativa, il documento fondamentale di ogni istituto scolastico) dell’anno scolastico in corso con quelli degli anni scolastici precedenti, procedendo per singola scuola e singolo indirizzo.

Il quadro sinottico di seguito riportato è il risultato del certosino lavoro di ricerca e comparazione svolto da Viviana Valentini (a cui va il nostro più vivo ringraziamento).

numero ore settimanali nell’arco dei cinque anni
Prima della riforma Dopo la riforma
Inglese
Liceo scientifico tradizionale monolingue 17 15 – 2
Liceo scientifico tradizionale con bilinguismo 15 scompare bilinguismo
Liceo delle Scienze Sociali /Scienze umane indirizzo economico 15 15 =
Liceo Linguistico 20 17 – 3
Liceo tecnologico /Scienze applicate 15 15 =
Istituto tecnico commerciale “Igea” – Amministrazione, Finanza e Marketing 15 15 =
Istituto tecnico commerciale “Mercurio” – Sistemi Informativi aziendali (solo triennio) 9 9 =
Istituto tecnico commerciale “Erica” – Relazioni internazionali per il Marketing 23 15 – 8
Istituto tecnico commerciale “Sirio” (serale) 15 15 =
Istituto professionale commerciale Gestione aziendale / Servizi Commerciali 17 15 – 2
Istituto professionale commerciale Impresa Turistica / Servizi Commerciali 19 15 – 4
Istituto Tecnico Industriale – Elettronica 14 15 + 1
Istituto Tecnico Industriale – Meccanica 14 15 + 1
Istituto Tecnico Industriale – Tessile 14 15 + 1
Istituto Tecnico Industriale – Informatica 15 15 =
Istituto Tecnico Industriale F.A.S.E. (Fisica Ambientale e Sanitaria Europea) 14 15 + 1
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato – indirizzo Abbigliamento e moda 15 15 =
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato – indirizzo meccanica, elettronica, elettrico 14 15 +1
Seconda lingua
Liceo scientifico tradizionale con bilinguismo (francese/tedesco) 17 scompare – 17
Liceo delle Scienze Sociali /Scienze umane indirizzo economico 15 15 =
Liceo linguistico 20 18 – 2
Istituto tecnico commerciale “Igea” – Amministrazione, Finanza e Marketing 17 15 – 2
Istituto tecnico commerciale “Mercurio” – Sistemi Informativi aziendali (solo triennio) 6 9 + 3
Istituto tecnico commerciale “Erica” – Relazioni internazionali per il Marketing 25 15 – 10
Istituto tecnico commerciale “Sirio” (serale) 8 6 -2
Istituto professionale commerciale Gestione aziendale / Servizi Commerciali 15 15 =
Istituto professionale commerciale Impresa Turistica / Servizi Commerciali 16 15 – 1
Terza lingua
Liceo linguistico 15 (su tre anni) 18 (su cinque anni) + 3
Istituto tecnico commerciale “Erica” – Relazioni internazionali per il Marketing 13 (su tre anni) 9 (su tre anni) – 4

Lo so ora vi starete chiedendo: ma come il volantino della Giovane Italia (analizzato nel post precedente, vedi a questo link), il movimento dei giovani del PDL di Carpi, non riportava la voce (al punto 5) dell’inserimento dell’inglese in tutto il quinquennio delle scuole superiori? E come mai ci sono tutti questi segni meno proprio in relazione alla lingua inglese?

Beh, la risposta è più semplice di quella che può apparire: lo slogan, citato come punto di forza della riforma, trascura solo un piccolo particolare: si riferisce ai vecchi quadri orari sostituiti da decenni dalle sperimentazioni che non solo avevano già introdotto l’inglese dappertutto ma, in molti casi, anche le seconde lingue! Ma d’altronde (come abbiamo avuto già modo di vedere nel post Scuola: anche gli studenti ingannati dalla riforma) l’intero volantino è stato redatto giocando sulla “dimenticanza” di altri elementi essenziali! L’informazione più è incompleta e più risulta efficace, non vi pare? Ah no, avete ragione, mi correggo: più è incompleta e più risulta rispondente agli interessi di chi la pubblicizza!

E allora non mi resta che augurarvi “buona riflessione”!
Che lo spirito critico sia sempre con noi!

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La Pillola Rossa

 

No alla riforma dei tagli!

 

Si prevede un autunno caldo per la scuola… Diverse sono le soluzioni che bollono in pentola: domani 8 ottobre è previsto lo sciopero orario (che riguarda la prima ora di lezione) proposto dalla CGIL mentre l’ UNICOBAS lo estende all’intera giornata; il 15 ottobre invece lo sciopero è patrocinato dai COBAS… Insomma ancora una volta i sindacati non si accordano tra loro e la prospettiva di uno sciopero unitario resta sempre un miraggio utopico. Ed ecco che i soliti interrogativi si fanno spazio tra i pensieri: queste azioni “disordinate” sono davvero efficaci? Faranno sentire la nostra voce?

O sarebbe piuttosto il caso di mettere in tavola alternative diverse? Una forma di sciopero ad oltranza non siamo proprio capaci di metterla in essere? E in barba agli accordi sindacali che limitano, fino a quasi annullarle, le possibilità di azioni concrete da parte delle categorie scolastiche: qui si tratta di difendere il futuro del nostro Paese!

E se provassimo a bloccare le gite scolastiche? Nonostante sia convinto della loro valenza didattica credo sia opportuno agire in questo settore: solo se si intacca l’economia si riesce a far sentire il peso della nostra voce! Certo si presenta anche l’esigenza di parlare ai tour operator specifici spiegando loro che non vogliamo certo penalizzarli, ma che non abbiamo tante altre alternative efficaci per far sentire la nostra voce – tra le altre cose quest’anno sono stati annullati i già ridicoli compensi aggiuntivi che erano previsti per i docenti accompagnatori. Anzi, siamo più che disposti ad accettare loro suggerimenti in modo da operare non contro di loro ma insieme a loro, per il futuro di tutti.

Conosco già le perplessità di molti di noi: “bloccando le gite penalizziamo i ragazzi” e pensieri simili. Certo, se guardiamo solo al presente non agiamo in loro favore… ma se guardassimo un po’ più in là del nostro naso e quindi anche al futuro potremmo ancora affermare di agire contro i loro interessi? Non mi pare che la riforma sia stata pensata in funzione del miglioramento delle offerte didattiche per i nostri alunni! E stiamo ancora a preoccuparci di questioni morali che in realtà sono solo apparenti?! Sì, sono apparenti perché guardano solo all’immediato presente: metteremmo una pezza a colori oggi, ma domani saremo capaci di metterla ancora una volta?

Bisogna necessariamente rinunciare a qualcosa se si vuole ottenere una risposta concreta!

Vogliamo per caso dimenticare la questione delle classi sovraffollate? Spazi ristretti e alunni sempre più numerosi fino ad oltrepassare i 30 per classe, con gravi conseguenze negative non solo per la didattica ma anche per la mera sicurezza – ricordo che le leggi sulla sicurezza scolastica prevedono un massimo di 25 alunni per classe. Se n’è fatto più nulla? Quali sono i provvedimenti da adottare per far rispettare al ministero le norme della società civile?

E se come collegio docenti proponessimo anche modalità di verifica diverse per queste classi in questione? Mi spiego con un esempio: mediamente il POF (piano dell’offerta formativa delle scuole) prevede (per le materie scritte) tre prove scritte e due orali per ogni quadrimestre; e se votassimo per due verifiche scritte al posto delle tre attuali nelle classi che superano i 25 alunni (prevedendo magari modalità di recupero per coloro che non raggiungono la sufficienza)?

Insomma, le ore settimanali di molte materie sono state decurtate, il numero totale degli alunni per classe è cresciuto… e noi dovremmo continuare a garantire la stessa offerta didattica?!?! Di questo passo finiremo tutti alle stesse condizioni degli schiavi delle piantagioni di cui la storia ci ha dato notizia e i nostri padroni saranno sempre e solo quei pochi rappresentanti di se stessi che però hanno accesso alla stanza dei bottoni.

Leggi anche:

– Politica e riforma della scuola: il carnevale italiano

– Riforma della scuola: i tagli del cacciavite inforbiciato

– Precari e disoccupazione – noi figliastri di uno Stato patrigno

– La scuola in piazza: non tagliarmi, adottami!

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