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Poesia – Intermezzo

 

e se Dante avesse conosciuto la scuola d'oggi?

La Commedia tutt’altro che divina – Pianto III

Così discesi dall’ordine primaio
giù nel secondo, che men classi cinghia
e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Brunèt orribilmente, e ringhia:
esamina i professor nell’entrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima dannata
(per esser docente) li vien dinanzi
quel conoscitore de le peccata,

perché lui stesso l’ha commessi innanzi,
vede qual luogo d’inferno è per essa;
non la classe ma la strada dinanzi

gli pone: a morir di fame sia messa
di mangiar col suo lavoro non è
degna! Ed allora con la coda smessa

cignesi lo suo corpo tante volte
quanti anni vuol ch’ella vaghi, perché
sia di città in città a viver di stenti

e carità destinata; sia sempre
al “divino potere” in posizione
prona, senza che possa in modo alcuno

lagnarsi di questa sua condizione
penosa
. Questa è la sua volontà!
«Precario non ti crucciar», diss’ei, «vuolsi

così colà dove si puote ciò
che si vuole e di più non dimandar.
Solo noi della stanza dei bottoni

possiamo sull’altrui spalle magnar!
Son spalle dell’italian popol tutto:
e a grasse risate ci sbeffeggiamo

di lui con le leggi e sacre tavole
da e per noi ad personam emanate».
Questo fu il suo terribile discorso.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:
vanno a vicenda ciascuna al giudizio,
dicono e odono e poi son giù volte.

«O tu che vieni al doloroso ospizio»,
disse Brunèt a me quando mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,

«guarda com’entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!»
E ‘l duca mio a lui: «Perché pur gride?

Non impedir lo suo fatale andare:
ben vede la schifosa situazione
italiana, che i vostri vizi offende!
»

Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.

Io venni in loco d’ogne luce muto!


Leggi qui il Pianto I

– Scuola della Repubblica: la selva oscura di oggi

– La Divina Commedia, la Costituzione, l’Italia e il Lavoro

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La Pillola Rossa

Dopo la pausa estiva, riprendiamo il nostro impegno entrando subito nel vivo delle questioni cruciali della vita di noi figliastri di uno Stato patrigno.

È ricominciato l’esodo della speranza degli insegnanti precari che quest’anno cambieranno il proprio statuto: da precari a disoccupati.
Ogni anno si spostano dal Sud al Nord, dal Nord al Centro, dall’Est all’Ovest… E intanto lo Stato guadagna ancora sulla loro pelle coi soldi dei loro viaggi (della speranza disillusa). Ma a campare sulle spalle dei disoccupati sono in tanti, mica solo lo Stato! Dalle compagnie petrolifere con la loro benzina alle autostrade coi loro pedaggi; da Trenitalia coi suoi treni alle compagnie aeree… E l’elenco potrebbe essere ancora lungo…
Quel po’ di sangue che è stato lasciato nelle vene di questi disperati è già preda degli ospedali: cosa volete di più? Anche l’anima? Ma quella non era proprietà di Dio? Ma certo che no! Ci ha già pensato la Chiesa a liberalizzarne il mercato! Dopo la vendita di un’altra vita (quella ultraterrena per intenderci) ora è in vendita anche l’anima! E per giunta ai peggiori offerenti, ovvero a coloro che han già provveduto ad impadronirsi del deretano, ops, del corpo di cittadini e fedeli (bambini compresi)!

Ma non disperiamo, la soluzione ce l’ha il papa!

«Il posto fisso non è tutto, cercate Dio» (notizia ANSA), è lui il vostro datore di lavoro!
«La domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema pressante» – scrive Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale della gioventù in programma a Madrid (16-21 agosto 2011) – ma i veri «punti fermi» per i giovani risiedono nella fede e nell’«insieme dei valori che sono alla base della società» e che «provengono dal Vangelo».

Ma i valori che sono alla base della nostra società non sono il “magna magna” generale? “Io sono più furbo di te dunque esisto!” Ed allora risulta fin troppo semplice il parlare con la pancia piena adagiata su poltrone d’oro costruite col sangue di illusi fedeli che si sono affidati alla terrena guida ecclesiastica! Troppo semplice per voi ladroni parlare di provvidenza divina se avete le spalle sempre ben coperte da imperi economici costruiti applicando al contrario i principi evangelici! Altro che terreno sicuro sotto ai piedi!

Abbiate almeno la decenza di tacere, ne guadagnereste in reputazione! I nostri occhi non son più “foderati di prosciutto”! O forse sì?

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