Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Scrittura’

Laboratorio di scrittura
(testo di Davva)

Come si fa a scegliere tra milioni e milioni di canzoni quella che più ci piace, quella che più ci appassiona o che ci ricorda i momenti più belli? Beh, io prima di scrivere questo tema ero indecisa tra molte canzoni; poi ho trovato la soluzione! Eh si, caro prof, le parlerò di una canzone che mi ha suonato un ragazzo a un campo con gli scout (perché io faccio gli scout, nonostante la gente comune ci reputi bambini vestiti tutti uguali!). La canzone di cui parlo è Dammit dei Blink 182. Questa canzone non mi piace per il significato del testo ma per il ritmo molto sostenuto. La canzone tratta di un ragazzo che parla alla sua ex fidanzata: non è il mio caso, anzi! Ma una frase che non ha riferimenti espliciti alla canzone [per me significativa] è «it’s alright to tell me what you think about me», cioè «è ora di dirmi cosa pensi di me»…
Lui stava suonando la chitarra con molta eleganza quando mi sono accorta che non cantava nessuna delle canzoni che suonava; subito gli ho chiesto cosa c’era di male nel cantare e lui mi ha risposto con un semplice «non mi va». Mi è caduto il mondo addosso! Io volevo che mi cantasse qualcosa solo per me in modo da farmi capire qualcosa in più. No invece, a lui non andava! Cosa potevo fare? L’illuminazione al momento giusto: sapevo che sarebbe andato a un concerto dei Blink 182. Quale occasione migliore da cogliere al volo? «Scusa ma visto che vai al concerto dei Blink 182 perché non suoni qualcosa?» e vedo che con un sorriso inizia ad arpeggiare note per me sconosciute su quella chitarra dai colori verdastri. Sento le prime note della [Ma poi riconosco la] canzone: Dammit! Sorrido: è davvero bravo, mi sembra di ascoltarla dall’Ipod. Ecco però che di nuovo non canta; cosa c’è di male – mi domando? [chiedo]. Un’unica soluzione: canto io! Non rida prof, era un momento bellissimo per me e non me ne fregava niente di stonare o sbagliare la pronuncia di qualche parola inglese, l’impostante era cantare con lui! E così inizio molto timidamente a cantare le prime parole di quella canzone. Forse lui non se l’aspettava, ma appena mi sentì cantare sorrise! Eh sì, ce l’avevo fatta!

Da un lato vorrei anche ringraziarla: non mi è mai capitato di scrivere perché mi piace piaccia una canzone; anzi [anche se] appena ci ha dato la consegna ho pensato «ecco uno dei soliti testi, scriverò le solite cose…» invece penso di aver scavato più a fondo di quanto faccio solitamente!

Leggi anche:

Giorgio Gaber – Non insegnate ai bambini

Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini: riflessione

Giorgio Gaber, Non insegnate ai bambini: 2° testo di riflessione

Al posto di Cyrano avresti rivelato il tuo amore per Rossana o l’avresti taciuto?

Read Full Post »

Laboratorio di scrittura
(testo di Greta)

L’amore è per natura un sentimento complesso che si nutre di passione, di desiderio di scoperta dell’altro, di sintonia; è un incontro tra due menti, due anime, due cuori.
Come può chiamarsi amore la forma?
La forma non è altro che l’involucro di ciò che si cela dietro, è la copertina di un libro magnifico; un libro a cui se non dedichi tempo, se non ti impegni a conoscerne le parole e non ne senti il profumo delle pagine non puoi dire di apprezzar[ne il contenuto], ti nutri dell’umano pregiudizio di giudicarlo senza averlo realmente letto. È come disdegnare un libro piuttosto che un altro perché il titolo non ti aggrada, o il contrario amarlo perché ti colpisce a primo impatto.
L’amore merita molto di più del primo impatto, merita di essere compreso in tutte le sue meravigliose sfumature.
Cyrano, il nasuto protagonista del[l’opera omonima] Cyrano de Bergerac, follemente innamorato di sua cugina Rossana, non le rivela l’amore che prova [per lei], perché [quest’ultima] è invaghita del bello ma stupido Cristiano.
Dopo aver letto la storia che si snoda attorno alle vite di questi tre personaggi mi sorge un dilemma: perché il saggio Cyrano non ha creduto alla forza dei sentimenti piuttosto che all’avvenenza dell’aspetto?
Cyrano aveva dalle sua l’intelligenza, l’astuzia, sapeva parlare d’amore, era puro nell’anima e nel cuore e tutto quello che chiedeva era l’amore di Rossana.
C’era però un dettaglio non indifferente (a suo parere) che gli impediva di dichiararsi: il suo naso. Non era certo bello Cyrano e il suo naso era di grottesche dimensioni; oltretutto era ostacolato dal fatto che Rossana s’era riempita gli occhi della bellezza di Cristiano, e questo le era bastato. Così Rossana aveva già impegnato il cuore, anche se, oltre alla bellezza, desiderava che l’amato le dimostrasse il suo amore parlando in versi. E questo Cristiano non sapeva certo farlo: a riempire le sue lacune era però l’amico Cyrano che, seppur follemente innamorato, lo aiutava con la bella amata scrivendo al suo posto sublimi lettere d’amore (che producevano l’effetto di ammaliare la fanciulla).
Cristiano capì presto che [lo stratagemma] era ingiusto [perciò chiese a] Cyrano di confessare la verità a Rossana. Questo però non fu possibile, [la morte di Cristiano impedì la confessione]. Il motivo per cui Cyrano non volle confessare l’amore che provava era il fatto che un’anima pura e profonda come la sua non poteva abitare in un corpo che non le rendeva onore. Cyrano temeva il rifiuto per il suo aspetto e, anche quando scoprì che a Rossana la bellezza interessava fino a un certo punto, non riuscì a dirle della passione che li accomunava; solo la morte fece il primo passo.
Se fossi stata in Cyrano certamente avrei confessato tutto il mio amore nel modo che mi era più congeniale: le avrei scritto.
Le avrei detto che… < «La poesia della vita la vedo solo in te, nelle pieghe dei tuoi capelli, nella profondità dei tuoi occhi, nelle fattezze della tua anima… perché l’apparire ha una sua rilevanza, ma solo dai 10 ai 20 secondi dopo l’esserci presentati»… >
E poco me ne sarebbe importato se qualcuno si fosse fatto beffe di me per desiderare tanta bellezza e offrirne così poca! Il mio naso può giusto avere la presunzione d’intralciarmi mentre la bacio, non nell’amarla o nell’essere amato da lei!
I maligni mi additerebbero per questo (e per maligni intendo coloro che non si spogliano dei pregiudizi).
La bellezza non è tutto nella vita.
– Ma come può accompagnarsi a una donna così bella una tale bruttezza? – Direbbero.
La bellezza è effimera – risponderei – quello che ho nel cuore invece sarà suo per sempre; sarà suo anche quando le rughe le solcheranno il viso e della spudorata giovinezza non ci sarà più neanche l’ombra. Perché l’amore, a parer mio, non si nutre di estetica ma di sostanza. L’amore ha tante forme e il suo audace colore rosso si smista in tante diverse sfumature… e non è mai superficiale. La conoscenza, il rispetto e la premura sono alla base dell’amore, non [certo] i miei lineamenti, il colore dei miei occhi o la fattezza del mio corpo.
Io stessa però, lo ammetto, avrei un po’ di timore di fronte a tanto spettacolo; ma l’amore è anche avventura, è mistero, è un continuo mettersi in gioco, [perciò] confiderei nel buonsenso della mia amata, o meglio, nella purezza dei suoi sentimenti.
Mai invece avrei accettato di essere apprezzata per il solo fascino della mia persona.
Il miele d’altronde non sarebbe apprezzato se non se ne conoscesse il sapore dolce; sarebbe solo una melma densa e giallastra.
E come disse qualcuno, forse il sagace Oscar Wilde: «meglio essere protagonisti della propria tragedia che spettatori della propria vita».

Leggi anche:

– Cyrano de Bergerac: epilogo, epitaffio

– Cyrano de Bergerac – Atto I

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: