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Posts Tagged ‘Scuola’

La Pillola Rossa

scuola_mercato_convocazioni

Le convocazioni per l’assegnazione delle cattedre annuali sono sempre la stessa baraonda: può cambiare il luogo, la provincia, ma è dappertutto lo stesso schifo. È un po’ come essere ad un mercato con la differenza che qui non si vendono frutta o prodotti di consumo: qui si vendono gli anni lavorativi delle persone. Persone che di anno in anno si spogliano sempre più della propria dignità: pur di “acquistare” un posto di lavoro sono pronte a barattare il proprio tempo, la propria vita – una moneta di scambio ben più preziosa di qualsiasi valuta o metallo cosiddetto prezioso. E intanto gli anni passano e sommandosi conducono l’uomo alla vecchiaia: vedere persone che a cinquant’anni sono ancora costrette a continuare questo gioco perverso, condotto da chi arricchisce le proprie tasche sulla pelle degli altri, vuol dire aver speso gli anni migliori di una vita che non torna più in un’incertezza indotta da un sistema che tende allo schiavismo della mente e dell’anima. Ci hanno reso «schiavi di una prigione senza sbarre fatta su misura per la nostra mente». E la cosa più ripugnante è che di anno in anno continuiamo senza dignità ad accettare la stessa trafila come se non ci interessasse più difendere la nostra libertà: ci hanno istituzionalizzato a tal punto da non riuscire a immaginare un mondo diverso. Eppure dovremmo essere noi i mercanti di sogni, i costruttori di speranza per un futuro migliore per le generazioni a venire! Ma se non riusciamo a vedere neanche un po’ più in là del nostro naso; non siamo più in grado di appartenere alla nostra vita, come possiamo insegnare ad altri a costruire la propria!

Non so voi, ma io sono stanco di dover mendicare un posto di lavoro visto che offro un servizio: pensate che abbia voglia di continuare questo schifo per molti anni ancora? La mia risposta è NO! La mia vita vale molto di più!!!

Per approfondire leggi anche

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– Scuola: scene d’ordinaria crudeltà

Riflessioni affrante di un insegnante forse già ex

(foto: finansol.it)

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La Pillola Rossa

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Ubi maior minor est

No, non si tratta di una trascrizione errata della locuzione latina ubi maior minor cessat. Tutt’altro!

Ubi maior minor est è l’esperienza quotidiana di un ambiente di lavoro malato.

L’antefatto o… il fatto.

Nell’ultimo collegio dei docenti svoltosi nella scuola in cui lavoro, durante l’appello, al momento di fare il mio nome, il dirigente scolastico (che presiedeva la seduta) ha tenuto a specificare: «Il supplente D’Alelio», diversamente da quanto ha fatto con gli altri docenti chiamati per semplice nome e cognome.

A cosa arriva un uomo per sentirsi maior nella sua carica! e nascondere il suo essere minor!

L’affermazione non è certo passata inosservata: dall’indignazione nell’immediato di alcuni colleghi che mi hanno espresso la loro solidarietà commentando con quei detti popolari che sono più efficaci di mille parole (chi nasce tondo non muore quadro), all’ironia di altri l’indomani.

In realtà, a rigor di legge non sono neanche un supplente ma un clandestino: il mio contratto di lavoro sarebbe scaduto il 30 aprile scorso e ad oggi, 12 maggio, non mi è stata ancora proposta la regolarizzazione della mia posizione nei confronti della scuola. Insomma, per restare in ambito pirandelliano (vedi articolo precedente, Dal fallimento della democrazia… all’esultanza delle anime), sarei un Adriano Meis in ambiente lavorativo: non un supplente ma l’ombra di un supplente, ci sono ma ufficialmente non esisto! E pensare che dall’alto si sottolinea con una certa soddisfazione il mio ruolo di subordinato! Ma cosa volete che sia, tanto poi al momento dell’ufficializzazione mi faranno firmare il rinnovo con la data opportuna in modo da non far risultare agli atti alcuna irregolarità…

L’antefatto secondo o… l’altro fatto.

Dopo l’intervento di una docente in merito ad una delle questioni all’ordine del giorno, il medesimo dirigente ha tenuto a precisare: «Cerchiamo di parlare con meno passione e di pensare con la testa a quello che diciamo»!

Ma perché non si è più liberi di esprimere il proprio pensiero? E da quando in qua se una persona esprime un’opinione contraria alla nostra siamo tenuti ad offendere tale persona?

E pensare che al governo è stata proposta una sospensione per gli insegnanti politicizzati! (per approfondire vedi ilfattoquotidiano). Chi sono gli insegnanti politicizzati? Semplice: coloro non allineati al pensiero del dirigente scolastico. Non si fa tanta fatica a capire che ad essere sospesi saranno proprio loro dal momento che, secondo la normativa proposta, spetterà al dirigente eseguire l’ordinanza.

D’altronde è così facile abusare di potere coi propri sottoposti! Non vi pare? Basti solo pensare a quegli insegnanti che, pur lamentandosi dell’aggravio di lavoro subito per la somministrazione delle prove INVALSI, l’hanno svolto comunque nonostante tale mansione non rientri nella funzione docente (tali prove per legge sono interamente a carico dell’ufficio competente) solo perché timorosi di eventuali ripercussioni in caso di rifiuto. Infatti per sottrarsi all’obbligatorietà di tale incombenza volontaria bisognava presentare una comunicazione scritta nominalmente da ciascun insegnante.

Ma se tutti continuiamo a tacere non facciamo altro che avallare tali atteggiamenti, contribuendo a logorare il nostro ambiente lavorativo nel quale siamo poi costretti a guardarci le spalle cercando di camminare rasenti al muro. E allora abbiamo il coraggio della verità! Esprimiamo le nostre idee e facciamo valere i nostri diritti. Ma soprattutto facciamo valere il nostro essere uomini!

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Sezione didattica – il web

sqcuola_di_blog_online

In un periodo in cui mancano le strutture, la formazione è considerata il fanalino di coda di tutto il sistema italiano e la “deculturalizzazione” è all’ordine del giorno… Perché non pensare di dare spazio e voce al merito? È con questo obiettivo primario che la SQcuola di blog prende il via: la presentazione ufficiale è prevista per giovedì 31 marzo presso Presso la Sala Conferenze di Concommercio a Modena (qui trovate il programma completo)

Ebbene sì, il master sarà online e aperto gratuitamente a trenta partecipanti (reclutati attraverso una selezione svolta su piattaforma edotto: a questo link i dettagli della procedura).

Idea innovativa? Probabilmente sì visto che in Italia non ha precedenti. Raccogliamo dunque una sfida impegnativa proponendoci l’obiettivo di formare persone motivate sul “luogo virtuale della blogosfera” offrendo loro la possibilità di esplorare più a fondo un mondo che può essere alla portata di tutti. Il luogo di incontro sarà proprio una scuola virtuale ricreata a partire dal modello concreto della scuola reale: personaggi comuni quali studenti, docenti e bidelli interagiranno tra loro dando vita a relazioni trasversali volte allo sviluppo del gruppo come unità portante dell’intero progetto. Crescere come individui per crescere come gruppo, la società del futuro è a portata di mouse!

Vi starete forse chiedendo perché parlo al plurale? Ma come, non l’avete capito? Anche il sottoscritto fa parte della componente dei docenti formatori del master; era chiaro no? 😉 Personalmente mi occuperò dell’idea del Blog, focalizzando l’attenzione sugli elementi costitutivi della blogosfera: dal titolo del blog all’organizzazione dei contenuti di post e pagine, in un piano didattico certamente ricco ed invitante. Sarò di parte? Non vi resta che controllare con i vostri occhi a questo link!

Buon web a tutti!

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La Pillola Rossa

calimero berlusconi

L’indignazione del web

Ancora una volta le nuove dichiarazioni del premier cercano di creare confusione. Puntuale la sua smentita: «Sono stato frainteso». Eh già, «sono stato frainteso perché sono Calimero B e sono piccolo e nero, ops “abbronzato”»!

«Io – ha ribadito Berlusconi in collegamento telefonico con una convention di Noi Riformatori, ad Avezzano – non ho mai attaccato la scuola pubblica, ho solo detto, parlando a dei cattolici, che bisogna riconoscere alle famiglie cattoliche che mandano i figli alla scuola pubblica il diritto a non veder insegnati ai loro figli valori diversi da quelli in cui credono». Per il premier, «bisogna aiutare queste famiglie, magari con un buono scuola, perché anche le famiglie meno abbienti possano mandare i loro figli alla scuola che vogliono».
(corriere.it)

Insomma, il relativismo berlusconiano viene imposto in maniera inesorabile alla nostra cultura. Così l’Italia assiste al rovesciamento dei valori e all’adeguamento degli stessi a seconda dei contesti a cui vanno riferiti. Cosa significa questa visione? Facciamo un esempio: se un prof si trova assegnato a classi di cattolici allora dovrà “inculcare” loro i valori cattolici; se viene assegnato a classi di mafiosi dovrà invece “inculcare” i valori dei mafiosi. È proprio delle famiglie «il diritto a non veder insegnati ai loro figli valori diversi da quelli in cui credono», non vi pare? Parola di premier!

Ma i cittadini italiani indignati si oppongono a tutto ciò e, con un’azione partita dal basso, hanno organizzato una manifestazione in difesa della Costituzione e della scuola statale: l’appuntamento è per sabato 12 marzo alle 15.00 nelle piazze delle principali città italiane.

Vi propongo un video che ho montato per l’occasione: spero possa contribuire al passaparola che da qualche giorno si è innescato sul web e alla buona riuscita delle manifestazioni in programma. Ecco perché noi scendiamo in piazza!

Guarda il video:

 

Cosa ne pensate? Attendo le vostre impressioni.

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La Pillola Rossa

Ed io dovrei battermi per una scuola così? Per un’Italia così? E che scuola, una vera sQuola! E che Italia, una vera Padania!

«In fondo la storia è molto semplice: una bambina di quattro anni lasciata senza pasto, nella mensa del suo asilo, e rimandata a casa per volontà di un sindaco. In fondo questa è una nuova, piccola, storia feroce, una storia di uomini coraggiosi che si mettono a fare la guerra ai bambini». Così il Fatto Quotidiano comincia l’articolo Il sindaco leghista ordina “Non fatela mangiare” che descrive nei dettagli la storia di una “belva umana” che ha minacciato di far licenziare le maestre della Scuola dell’Infanzia di Fossalta di Piave (VE) semplicemente perché “colpevoli” di un gesto di solidarietà umana nei confronti di una bimba africana di quattro anni, i cui genitori non potevano più permettersi di pagare il servizio mensa: le maestre rinunciavano a turno al proprio pasto (a cui ciascun insegnante ha diritto) e lo cedevano all’alunna. Altro che medaglia al merito, il primo cittadino (ironia della sorte questo è il suo titolo) con una lettera delirante – in cui, fra le altre cose, si legge: «Si sottolinea che il personale non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave» – ha indotto la direttrice della scuola “il flauto magico” ad emanare un ordine di servizio nei loro confronti per impedire tale pratica. Come se essere umani costituisse reato!

Fortunatamente la storia si è conclusa bene grazie all’intervento dei genitori degli altri bambini (Quella bimba non resterà più senza mensa) ma resta l’amarezza di un’ordinaria crudeltà per la quale non possono non tornare alla mente le parole di Addio di Francesco Guccini:

perché, per colpa d’altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere.

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite!

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La Pillola Rossa

Questo post è completamente dedicato ai dati numerici che vengono fuori da un’analisi concreta della situazione relativa alle ore di lingua nei vari istituti superiori. L’indagine è stata condotta prendendo come riferimento i quattro istituti del territorio carpigiano (MO) ma è significativa ed esemplificativa anche per avere un’idea chiara di quanto sia successo a livello nazionale dal momento che la riforma scolastica (cosiddetta Gelmini) si applica a tutte le scuole della Repubblica italiana. I dati sono verificabili da chiunque e l’indagine è estensibile a qualunque scuola del territorio: basta munirsi di pazienza e buona volontà procedendo alla comparazione dei dati pubblicati sul POF (piano dell’offerta formativa, il documento fondamentale di ogni istituto scolastico) dell’anno scolastico in corso con quelli degli anni scolastici precedenti, procedendo per singola scuola e singolo indirizzo.

Il quadro sinottico di seguito riportato è il risultato del certosino lavoro di ricerca e comparazione svolto da Viviana Valentini (a cui va il nostro più vivo ringraziamento).

numero ore settimanali nell’arco dei cinque anni
Prima della riforma Dopo la riforma
Inglese
Liceo scientifico tradizionale monolingue 17 15 – 2
Liceo scientifico tradizionale con bilinguismo 15 scompare bilinguismo
Liceo delle Scienze Sociali /Scienze umane indirizzo economico 15 15 =
Liceo Linguistico 20 17 – 3
Liceo tecnologico /Scienze applicate 15 15 =
Istituto tecnico commerciale “Igea” – Amministrazione, Finanza e Marketing 15 15 =
Istituto tecnico commerciale “Mercurio” – Sistemi Informativi aziendali (solo triennio) 9 9 =
Istituto tecnico commerciale “Erica” – Relazioni internazionali per il Marketing 23 15 – 8
Istituto tecnico commerciale “Sirio” (serale) 15 15 =
Istituto professionale commerciale Gestione aziendale / Servizi Commerciali 17 15 – 2
Istituto professionale commerciale Impresa Turistica / Servizi Commerciali 19 15 – 4
Istituto Tecnico Industriale – Elettronica 14 15 + 1
Istituto Tecnico Industriale – Meccanica 14 15 + 1
Istituto Tecnico Industriale – Tessile 14 15 + 1
Istituto Tecnico Industriale – Informatica 15 15 =
Istituto Tecnico Industriale F.A.S.E. (Fisica Ambientale e Sanitaria Europea) 14 15 + 1
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato – indirizzo Abbigliamento e moda 15 15 =
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato – indirizzo meccanica, elettronica, elettrico 14 15 +1
Seconda lingua
Liceo scientifico tradizionale con bilinguismo (francese/tedesco) 17 scompare – 17
Liceo delle Scienze Sociali /Scienze umane indirizzo economico 15 15 =
Liceo linguistico 20 18 – 2
Istituto tecnico commerciale “Igea” – Amministrazione, Finanza e Marketing 17 15 – 2
Istituto tecnico commerciale “Mercurio” – Sistemi Informativi aziendali (solo triennio) 6 9 + 3
Istituto tecnico commerciale “Erica” – Relazioni internazionali per il Marketing 25 15 – 10
Istituto tecnico commerciale “Sirio” (serale) 8 6 -2
Istituto professionale commerciale Gestione aziendale / Servizi Commerciali 15 15 =
Istituto professionale commerciale Impresa Turistica / Servizi Commerciali 16 15 – 1
Terza lingua
Liceo linguistico 15 (su tre anni) 18 (su cinque anni) + 3
Istituto tecnico commerciale “Erica” – Relazioni internazionali per il Marketing 13 (su tre anni) 9 (su tre anni) – 4

Lo so ora vi starete chiedendo: ma come il volantino della Giovane Italia (analizzato nel post precedente, vedi a questo link), il movimento dei giovani del PDL di Carpi, non riportava la voce (al punto 5) dell’inserimento dell’inglese in tutto il quinquennio delle scuole superiori? E come mai ci sono tutti questi segni meno proprio in relazione alla lingua inglese?

Beh, la risposta è più semplice di quella che può apparire: lo slogan, citato come punto di forza della riforma, trascura solo un piccolo particolare: si riferisce ai vecchi quadri orari sostituiti da decenni dalle sperimentazioni che non solo avevano già introdotto l’inglese dappertutto ma, in molti casi, anche le seconde lingue! Ma d’altronde (come abbiamo avuto già modo di vedere nel post Scuola: anche gli studenti ingannati dalla riforma) l’intero volantino è stato redatto giocando sulla “dimenticanza” di altri elementi essenziali! L’informazione più è incompleta e più risulta efficace, non vi pare? Ah no, avete ragione, mi correggo: più è incompleta e più risulta rispondente agli interessi di chi la pubblicizza!

E allora non mi resta che augurarvi “buona riflessione”!
Che lo spirito critico sia sempre con noi!

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La Pillola Rossa

 

Il fumo negli occhi - analisi di un volantino

 

Il fumo negli occhi – analisi di un volantino

Qualche giorno fa davanti alla mia scuola alcuni studenti mi hanno dato il volantino visibile nell’immagine sopra riportata. Leggendolo alcune riflessioni si sono fatte subito largo nella mente; ma procediamo con ordine.

Si apre in alto con una domanda: «La scuola è finita?» Per attendere la risposta non si ha bisogno di molto: quel «più» senza accento sembra proprio dire di sì; ed ecco che quel punto interrogativo si trasforma immediatamente in esclamativo… La scuola è finita! – e pensare che un volantino dovrebbe essere un biglietto da visita!

Più emblematica risulta invece la frase nel riquadro, «Combattete la VOSTRA battaglia!» Quel «vostra» così in evidenza sembra proprio voler dire: “ognuno combatta la sua battaglia, voi la vostra noi la nostra (i nostri interessi prima di tutto 😉 )”

«Non tutto è come ve lo fanno apparire!», vero: è anche peggio! (n.d.a. perdonate lo stile, riporto alla lettera)

Ma veniamo al retro: «è utile sapere che… la riforma Gelmini»… è bella e buona (vedi a questo link l’immagine di Bart Simpson alla lavagna).

Punto 1.
Perché non ridurli ad uno solo? Con un solo indirizzo sì che la scelta sarebbe stata semplificata: non si poneva proprio il problema!
Ma forse potrebbe essere un’ottima idea da cui trarre spunto: magari per i prossimi compiti in classe invece delle solite tre o quattro tracce ne darò una sola; semplificare al massimo, è questo lo spirito ministeriale, non vi pare?

Punto 2.
E dei
circa 150.000 licenziamenti in tre anni non diciamo nulla? Non vi sembra che facendo un po’ di conti questa cifra equivale allo smantellamento di un’intera azienda come la Fiat che conta nel suo gruppo 190.000 dipendenti nei 188 stabilimenti presenti in tutto il mondo? Ma perché l’Italia ha bisogno della Fiat? E della scuola cosa volete che se ne faccia?!
I 3000 posti da preside? Vorrà dire che dal prossimo anno scolastico avremo più presidi che professori!

Punto 3.
È così vero che gli alunni sono costretti a pitturare loro stessi le proprie aule; senza contare il sovraffollamento a cui debbono sottostare: 30 e più unità per classe in spazi ristretti e fuori norma, altro che sicurezza!

Punto 4.
È proprio un toccasana, soprattutto ora che la riforma ha creato nuove materie per le quali il ministero non ha ancora fornito le linee programmatiche: della serie che bisogna scegliere un testo a caso e tenerselo per almeno cinque anni!

Punto 5.
E per riuscirci ne ha ridotto le ore settimanali nei vari anni scolastici! Ma non ha tagliato solo le ore di lingua: anche quelle di molte altre materie sono state eliminate, soprattutto quelle di indirizzo – beh, ma qualcosa bisogna pur toglierla! Non vi pare?

Punto 6.
Questa non l’ho proprio capita! Qualcuno me la spiega? A me pare piuttosto che anche in questo caso abbia semplificato il problema: non assume e basta! Ha persino eliminato il ricambio generazionale dovuto ai pensionamenti che non sono stati rimpiazzati in nessuna forma (per approfondire vedi qui le dichiarazioni del ministro poco matematico)

E se ci sono tanti precari è perché il governo italiano (da diversi anni a questa parte) preferisce risparmiare sulle spalle dei lavoratori piuttosto che offrirgli il necessario incarico di ruolo!

Concludo scusandomi con quel povero Mazzini per l’improprio richiamo alla sua Giovine Italia: spero che giaccia ben seppellito nella sua tomba per sopportare la firma di tale volantino!

P.S. Per approfondire la questione relativa al punto 5, basta consultare i relativi dati numerici al seguente post:

Dati alla mano: approfondimento al volantino del PDL

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