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Mégas Aléxandros

(Pella 356 a. C. – Babilonia 323 a. C.)
Alessandro Magno fu re dei Greci e dei Macedoni, faraone d’Egitto, re d’Asia e gran re di Persia

Alessandro magno bucefalo

Alessandro Magno e Bucefalo

La storia di un’impresa epica

Alessandro III creò un unico e immenso impero di cui fu sovrano assoluto.

Sezione didattica

Ebbene sì, scuola vuol dire anche didattica! Forse l’avevamo dimenticato o più semplicemente hanno tentato in tutti i modi di distoglierci da quello che è il ruolo principale di ogni docente: l’insegnamento. Nel nostro piccolo però noi continuiamo a svolgere il nostro lavoro, nel silenzio dei riflettori: non siamo altro che operai. Ma non nell’accezione evangelica di “operai nella vigna del Signore” quanto piuttosto operai della catena di montaggio di quello che rimane dello Stato italiano.

Ma nonostante tutto noi non dimentichiamo che docente deriva dal verbo latino dŏcĕo nel significato di insegnare, istruire, far conoscere, mostrare. E dunque il blog apre a questa nuova rubrica che è dedicata alla didattica; e lo fa con la presentazione di uno degli uomini più noti della storia: Alessandro il Grande.

Qui di seguito troverete le slides illustrate in classe ai miei studenti (che in questo modo hanno anche la possibilità di poter scaricare il materiale: spero sia utile come supporto al loro studio personale)… Ecco i link delle presentazioni:

Ascesa della Macedonia (Filippo II)

Alessandro Magno e l’impero universale

E allora? Cosa pensate di questa nuova sezione?

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Pubblicato anche su Prove tecniche di società civile

Giorni intensi per la Scuola italiana: il Consiglio dei Ministri del prossimo venerdì 22 gennaio dovrebbe approvare la riforma della scuola superiore.

Cosa bolle in pentola? Due gli ingredienti principali:

  1. abbassamento dell’obbligo scolastico a 15 anni;

  2. scomparsa della geografia dai curricula scolastici.

Che ricetta sarà mai questa?

Non abbiamo alcun dubbio, si tratta di una nuova pietanza italiana che si distingue nettamente dalla linea culturale europea – d’altronde la cucina italiana ha sempre fatto scuola in Europa, o sbaglio?

Se pensiamo che «nel 2003, una comunicazione della Commissione europea considerava “imperativo categorico” l’investimento efficiente nell’istruzione e nella formazione», ci rendiamo perfettamente conto della posizione esplicitamente controcorrente assunta dal nostro governo.

Già prima, nel marzo 2000, il Consiglio europeo di Lisbona aveva «”ribadito che il futuro dell’economia (e della società) europea sarebbe dipeso dalle abilità dei suoi cittadini e che queste a loro volta avrebbero richiesto un aggiornamento continuativo caratteristico delle società basate sulla conoscenza”». (Articolo su la Repubblica.it) È quanto mai chiaro: il nostro futuro (di italiani) dipenderà dalla nostra abilità di… salvarci!

Insomma con questa mossa della riduzione dell’età dell’obbligo, in un sol colpo, il governo otterrebbe due grossi risultati: un abbassamento culturale delle nuove generazioni e un minor bisogno di insegnanti (logica conseguenza della diminuzione degli alunni)!

E per la scomparsa della geografia dai curricula scolastici? Non c’è alcun problema: oggi disponiamo del Gps! Con tutte le conseguenze che ne derivano…

«La società del Gps è popolata di persone etero-dirette, che si muovono senza un disegno, né un progetto. Non sanno dove andare e neppure dove sono. Questa società – questa scuola – non ha bisogno di geografia, né di geografi. Ma neppure della storia: visto che la geografia spiega la storia e viceversa. Questa società – questa scuola – questo paese: dove il tempo si è fermato e il territorio è scomparso. Dove le persone stanno ferme. Nello stesso punto e nello stesso istante. In attesa che il Gps parli. E ci indichi la strada». (Se dalla scuola (per legge) scompare la geografia su Repubblica.it)

Ma visto che bisogna tagliare ancora sulla scuola, perché il ministro non ha pensato ad una riforma dell’ortografia? Si potrebbe rendere obbligatorio scrivere k per ch, x al posto di per, e così via… (ecc, scusate!) Insomma, tagliando sulle lettere da scrivere avremmo un sensibile risparmio… d’inchiostro!

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