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La Pillola Rossa

La giustizia è ancora una bilancia?

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva delle circolari su organici e iscrizioni nella scuola perché ha ritenuto che non sussiste, dall’applicazione di questi provvedimenti, un danno «grave e irreparabile». È questa, in sostanza, secondo quanto si è appreso da fonti sindacali, la decisione presa dal tribunale amministrativo pur ammettendo, tuttavia, che il ricorso, presentato da alcuni Comitati, dalla Flc-Cgil e da un nutrito schieramento di insegnanti e genitori, presenta «sufficienti elementi di fondatezza». (fonte: Leggo; il Messaggero).

Insomma, illegittima o no l’incostituzionale riforma va in vigore lo stesso: tanto prima o poi nel Paese dei furbi un sotterfugio lo si troverà senz’altro!

E poi ti chiedono di aver fiducia nelle leggi e nella giustizia! Con quale coraggio?

Ancora una volta (ripesco tra i commenti del post Nucleare e pedofilia: moneta di scambio tra Stato italiano e Vaticano?) con tanta amarezza parte in sottofondo musicale Il testamento di Tito di Fabrizio De Andrè:

«Il quinto dice non devi rubare
e forse io l’ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio
».

Noi il nostro impegno ce l’abbiamo messo tutto; ma se proprio non ci vogliono lo dicano pure. La vita di ognuno di noi è sacra e nessuno di noi starà qui a guardare sprecandola a causa dei soliti noti disonesti della stanza dei bottoni del paese dei furbi!

Spiacenti, ma il nostro sangue non l’avrete!

Dignità sapete cosa vuol dire? No? Prendete un qualsiasi dizionario e cercatene il significato. Su, non è difficile! Potete riuscirci anche voi, anche se non è né una cosa illegale, né portatrice di denaro! Certo lo so bene che quest’ultimo è il vostro unico motore (insieme al potere, suo servo fedele) che vi spinge all’azione; però una volta tanto una piccola eccezione alle vostre “ferree regole” potreste pur farla, no?

Quest’oggi vi lascio con una seconda canzone, In questo mondo di ladri di Antonello Venditti:

«Voi
vi divertite con noi
e vi rubate fra voi
in questo mondo di ladri
in questo mondo di eroi
voi siete molto importanti
ma questa è festa per noi
Hey
in questo mondo di ladri
c’è ancora un gruppo di amici
che non si arrendono mai
noi
»

NOI non ci arrendiamo!
Volete i casi specifici dei danni subiti dalle scuole, dai docenti, dai genitori e dagli alunni? Li avrete! Se il TAR gioca a fare il Ponzio Pilato di turno, noi gli riporteremo l’acqua sporca con la quale si è lavato le mani!

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Stop a chi vuole scavalcare i nostri insegnanti. È questo il titolo di un articolo apparso su la Padania nei giorni scorsi. L’occhiello è ancora più illuminante: Lega a fianco di chi contrasta “l’assalto”alle graduatorie ai precari del Sud.

Tralasciando l’aspetto linguistico della frase, a dir poco raccapricciante, nel corpo dell’articolo leggiamo la risposta del sen. Mario Pittoni alla sentenza del Tar del Lazio riguardante la questione delle “graduatorie di coda”  (con la quale veniva legittimato l’inserimento “a pettine” dei docenti) (*). Il capogruppo del Carroccio in commissione permanente (istruzione pubblica, beni culturali) rende noto il ddl, proposto dal suo gruppo, che prevede di raggruppare gli aspiranti docenti all’interno di albi regionali dove per accedere risulti indispensabile presentare il certificato di residenza.

Già il ministro Gelmini aveva «aggirato» l’esito della sentenza del Tar, inserendo nel decreto salva-precari di fine anno (superiore alla sentenza) un emendamento ad hoc per mantenere le posizioni in ‘coda’ fino al 2011; con questo ddl assisteremo ad un’ulteriore restrizione agli spostamenti nel territorio nazionale.

D’accordo, si vuol tutelare le persone residenti nel luogo lavorativo, non discuto in merito. Ma che almeno si abbia il buon gusto di chiamare le cose con il proprio nome. Diciamolo apertamente: «Vogliamo interrompere il flusso di spostamenti presente sul territorio nazionale: fuori gli immigrati dalle nostre città, siano essi stranieri o meridionali!»

Bisogna proprio sparare sulle persone per capire se il colore del sangue che scorre nelle loro vene sia lo stesso di chi vive in determinati luoghi considerati privilegiati (rispetto ad altri)?

Ma la responsabilità è tutta del Tar del Lazio.

Con la loro sentenza riguardante la questione delle “graduatorie di coda”, i giudici avrebbero «combinato il pasticcio. Assurdo – ha sottolineato Pittoni – che sia il tribunale a decidere la politica scolastica».

Pienamente condivisibile il pensiero del senatore: è proprio assurdo che sia il tribunale a stabilire le violazioni legislative alla Costituzione italiana! Se il Parlamento crea una legge, perché mai deve esserci un organo giudiziario che ne controlli l’operato? Ma che razza di dittatura è questa?! Ah, scusate, mi era sfuggito, siamo ancora in un “regime” democratico!

(*) Nota. Secondo le disposizioni del Ministero della Pubblica Istruzione, per l’aggiornamento delle graduatorie del personale docente per il biennio 2009-2011, gli interessati, oltre alla conferma della provincia nella quale erano inseriti (che non poteva essere cambiata, pena il decadimento della propria posizione di merito), potevano scegliere di inserirsi nelle graduatorie di altre tre province “in coda” a coloro che già permanevano nelle graduatorie indicate.
Con l’inserimento “a pettine” disposto dal Tar la posizione in graduatoria verrebbe assegnata tenendo conto in modo uniforme del merito dei singoli docenti.

Continua a leggere qui:

Riflessioni su “il colore del sangue italiano”

Secondo le disposizioni del Ministero della Pubblica Istruzione, per l’aggiornamento delle graduatorie del personale docente per il biennio 2009-2011, gli interessati, oltre alla conferma della provincia nella quale erano inseriti (che non poteva essere cambiata, pena il decadimento della propria posizione), potevano scegliere di inserirsi nelle graduatorie di altre tre province in coda a coloro che già permanevano nelle graduatorie indicate.

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