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Testo

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza
.
.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita
.
.
Giro giro tondo cambia il mondo.
.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.
.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza
.
.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente
.
.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

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Pink Floyd, Wish You Were Here… 35 anni dopo

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32 marzo

Poesia

Se fossi vento
se fossi acqua
se fossi aria
se fossi vita
.
se fossi…
.
Ma nulla sono
e dispero
del mio vuoto

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– E se “Zacinto” fosse nata da “Venere”?

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Intermezzo

Nel giorno del mio compleanno mi concedo una nota più personale legata a vecchi ricordi che piacevolmente bussano alla mente… Per questa volta, invece di riceverlo, il regalo sarò io a farlo…

«Questa parte della mia vita, questa piccola parte, si può chiamare felicità» (Chris Gardner, in La ricerca della felicità).

(Nella foto sono insieme al mio relatore, il prof. Raffaele Giglio)

Era il tempo della mia laurea, quando per una questione di tempi l’impossibile divenne possibile. E quel giorno tutte le mie fatiche si concretizzarono nel sorriso che ripagò tutto!

«Seul l’inespéré
donne à la vie
le goût de vivre
»
(Gil Jonanard)

« Cyrano de Bergerac: epilogo, epitaffio

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Teatro

«Fisico, filosofo eccellente.
Musico, spadaccino, rimatore,
del ciel viaggiatore,
Amante, non per sé, molto eloquente,
Qui riposa Cyrano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac,
che in vita sua fu tutto e non fu niente!»

Io me ne vo… Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi.

E ammirando la bellezza del viaggio delle foglie, che dal ramo alla terra lasciano la propria vita con una maestria tale che «questa loro caduta abbia la grazia d’un volo», con gli occhi di lei nel cuore, non vide più la primavera.

Nei suoi occhi, blu come il cielo e come il mare insieme, vide la sua vita e le tracce di un incontro nel tempo ricercato. Immagini che dal passato restituivano echi di vita vissuta e speranze di vita da vivere… svanite come un sogno infranto.

«Ho fatto un sogno stupendo. Ora il sogno si è allontanato da me» (Morpheus, in Matrix Roloated).

Solo un aforisma di Oscar Wilde, può amaramente addolcire la pillola: «Poiché un sognatore è colui che vede la sua strada solo al chiaro di luna, la sua punizione è vedere l’alba prima del resto del mondo».

Ma mentre cala il sipario, Cirano con orgoglio mostra il suo «pennacchio»: la vita è più forte, finanche dell’amore!

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Cyrano de Bergerac – Atto I

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Poesia

Con il cuore
trafitto
ho scritto
parole d’amore

Può ancora un poeta del passato suscitare emozioni e rinnovare riflessioni?

Ungaretti con l’orrore della morte negli occhi trovava la forza della vita nella poesia. E noi per cosa siamo disposti a lottare? Cosa ci dà oggi il coraggio della vita?

…Parola e spazio ai vostri commenti.

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Osiamo volare

In questa immensità s’annega il pensier mio

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«Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali» miagolò Zorba.

La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L’umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi.

«La pioggia. L’acqua. Mi piace!» stridette.

«Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo» miagolò Zorba.

[…]

«Volo! Zorba! So volare!» strideva euforica dal vasto cielo grigio.

«Sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante» miagolò Zorba.

«Che vola solo chi osa farlo».

(Luis Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare)

Vedi anche:

Pensando a… Ungaretti

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