Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Volare’

Poesia

Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

L’albatro

Spesso, per divertirsi, i marinai
prendono degli albatri, grandi uccelli di mare
che seguono, compagni indolenti di viaggio,
le navi in volo sugli abissi amari.

L’hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell’azzurro, goffo e vergognoso,
pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le ali grandi e bianche.

Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi, zoppicando, fa il verso allo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe dei nembi
che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
fra le grida di scherno esule in terra,
con le sue ali da gigante non riesce a camminare.

(Trad. it. di G. Raboni)

Leggi anche:

32 marzo

Cyrano de Bergerac: epilogo, epitaffio

– E se “Zacinto” fosse nata da “Venere”?

– Pensando a… Ungaretti

In questa immensità s’annega il pensier mio… tra immagini e poesia

Annunci

Read Full Post »

«Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali» miagolò Zorba.

La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L’umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi.

«La pioggia. L’acqua. Mi piace!» stridette.

«Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo» miagolò Zorba.

[…]

«Volo! Zorba! So volare!» strideva euforica dal vasto cielo grigio.

«Sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante» miagolò Zorba.

«Che vola solo chi osa farlo».

(Luis Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare)

Vedi anche:

Pensando a… Ungaretti

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: